Groenlandia nel mirino: gli Usa tirano dritto. Vance: “Trump disposto a spingersi fino a dove è necessario”
Roma, 8 gennaio 2026 – La Groenlandia "è essenziale per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti" e Donald Trump è "disposto a spingersi fino a dove è necessario, è lui a prendere la decisione finale", ha chiarito ancora una volta il vicepresidente americano JD Vance in un'intervista a Fox. Risponde duramente il presidente francese Emmanuel Macron, per il quale gli Stati Uniti si stanno "progressivamente allontanando" da alcuni alleati e "si svincolano dalle regole internazionali", evocando una forma di "aggressione neocoloniale" sempre più presente nelle relazioni diplomatiche. Colpo di scena sul fronte Venezuela: con 52 voti a favore e 47 contrari il senato Usa, a maggioranza repubblicana, ha approvato la risoluzione per impedire al presidente di intraprendere ulteriori azioni militari contro il Paese senza l'autorizzazione del Congresso. Il provvedimento va ora alla Camera, dove le strada appare più in salita.
Politico aveva riferito ieri che l’Europa aveva già iniziato a elaborare un piano, che potrebbe includere misure di deterrenza qualora gli Stati Uniti tentassero di attaccare o occupare la Groenlandia, oltre a un aumento della presenza Nato nelle immediate vicinanze dell'isola. "Dobbiamo essere pronti a un confronto diretto con Trump. È in modalità aggressiva e dobbiamo essere preparati", ha dichiarato il diplomatico al giornale.
Domenica, Trump aveva detto alla rivista The Atlantic che gli Stati Uniti hanno "assolutamente" bisogno della Groenlandia, affermando che l'isola è "circondata da navi russe e cinesi". La premier danese Mette Frederiksen ha esortato Trump a smettere di minacciare la Groenlandia, parte autonoma della Danimarca, con un'eventuale annessione. L'isola è stata una colonia danese fino al 1953 e, dopo aver ottenuto l'autonomia nel 2009, è rimasta parte della Danimarca, con facoltà di autogovernarsi e determinare la propria politica interna.
Il presidente americano Donald Trump ha affermato che i suoi poteri di comandante in capo sono limitati solo dalla sua "moralità", ignorando l'importanza del diritto internazionale e di altre restrizioni all'uso della potenza militare. Lo ha dichiarato in un'intervista al New York Times. Alla domanda se ci siano limiti al suo potere sulla scena mondiale, Trump ha sottolineato: "Sì, c'è una cosa. La mia moralità. La mia intelligenza. Questa è l'unica cosa che può fermarmi". "Non ho bisogno del diritto internazionale. Non cerco di fare del male alle persone", ha affermato il tycoon statunitense. Alla domanda se la sua amministrazione debba rispettare il diritto internazionale, Trump ha risposto: "Sì". Ma ha chiarito che avrebbe deciso autonomamente quando tali restrizioni si sarebbero applicate agli Stati Uniti. "Dipende da come si definisce il diritto internazionale", ha aggiunto.
Il presidente colombiano Gustavo Petro riceverà a Bogotà la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez. Lo ha annunciato il governo colombiano in una nota riportata da El Pais, in cui non viene indicata la data della visita. "Per contribuire alla soluzione della crisi politica in Venezuela, il presidente colombiano incontrerà la presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Delcy Rodríguez, durante una visita ufficiale alla Casa de Nariño, con l'obiettivo di promuovere la pace e la riconciliazione nel Paese vicino", recita la nota. Ieri Petro aveva riferito di colloqui telefonici con Rodriguez, precisando di averla invitata in Colombia.
Donald Trump attacca i cinque senatori repubblicani che hanno votato con i democratici per far approvare la risoluzione che limita i suoi poteri in Venezuela. "I repubblicani dovrebbero vergognarsi dei senatori che hanno votato con i democratici nel tentativo di strappare i poteri per difendere gli Stati Uniti. Susan Collin, Lisa Murkowski, Rand Paul, Josh Hawley e Todd Young non........
