QN Distretti, focus sul vino: “Non solo prodotto, è un ambasciatore del Made in Italy”
Vinitaly, il dibattito a Cantina Qn
Verona, 13 aprile 2026 – “Il vino è una delle eccellenze del Made in Italy e un pilastro del nostro export, grazie a una filiera ampia che coinvolge migliaia di imprese”. Per questo il settore deve continuare ad essere tutelato e protetto, con investimenti, sicurezza e innovazione. Dalla tracciabilità all’etichettatura, passando per le infrastrutture e le opportunità dei nuovi mercati. Tutti temi che sono emersi nella tappa del Qn Distretti a Verona, direttamente da ‘Cantina Qn-Dove il vino si racconta’ al Vinitaly. Un evento ad hoc dal titolo ‘Vite al limite: navigare la ‘tempesta perfetta’ del vino italiano”, con analisi specifiche su geopolitica, dazi e logistica, con excursus su strumenti finanziari e strategici per proteggere il Made in Italy tra crisi di liquidità e nuovi equilibri europei. Così sono stati delineati gli obiettivi e i punti chiave.
“Il vino italiano non è solo un prodotto: è un ambasciatore del Made in Italy, capace di raccontare storia, territorio e innovazione in ogni bottiglia. In un contesto economico complesso, dove mercati sature e nuove economie richiedono strategie mirate, le imprese devono saper coniugare qualità, sostenibilità e visione internazionale per restare competitive”, spiega Vera Veri, Chief investment officer Simest. Main partner di Qn Distretti, Simest sostiene questo percorso offrendo strumenti finanziari e programmi su misura che rafforzano le filiere, incoraggiano le partnership strategiche e accompagnano le Pmi vinicole nei mercati più promettenti.
Altro main partner di Qn Distretti a Verona è Sace. Marco Martincich, Regional director Nordest, spiega: “In un contesto di evoluzione diventa sempre più importante puntare su qualità e diversificazione dei mercati. In questo scenario Sace è al fianco delle aziende italiane per sostenerne la crescita internazionale, facilitando l’accesso ai mercati e alle risorse finanziarie necessarie per competere”.
Mercosur, India, Asia come nuove possibilità di mercati. E poi la quantità e la qualità come pesi per i prodotti premium. Territori, storie ed eccellenze tutte da vivere, come sta accadendo in questi giorni al Vinitaly. Per farlo le grandi aziende e le piccole medie imprese devono però sapersi adattare, sempre di più, ai contesti, evolvendosi e innovandosi.
E in queste dinamiche c’è anche il sostegno dell’Unione italiana vini, rappresentata al panel condotto da Valerio Baroncini, vicedirettore il Resto del Carlino, dal responsabile Osservatorio del Vino Uiv Carlo Flamini e dal vicepresidente Uiv Filippo Polegato. “In un contesto di nuovi equilibri europei e pressione inflattiva, far parte dell’Unione italiana vini offre a una cantina rappresentanza istituzionale, accesso a informazioni strategiche e servizi concreti”, spiega Polegato. “I prossimi anni restano sfidanti e chiedono alle imprese adeguamenti strutturali, a tutti i livello, non solo produttivo”, prosegue Flamini.
Un esempio locale di lavoro di squadra è l’Enoteca Regionale Emilia-Romagna (Qn Distretti ha il sostegno della Regione e la partnership di Unicredit). Il presidente Davide Frascari ha proprio illustrato l’unione tra l’Emilia e la Romagna, aree geografiche diverse: “Consorzi, cooperative e aziende devono dialogare sempre di più. Così come il vino con l’intero settore agroalimentare, composto da 45 prodotti Dop e Igp. È fondamentale fare sistema, creando un legame tra cibo, vino e territorio. Una strategia vincente”.
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