Le donne (dimenticate) che fecero la Resistenza: “Mi chiamarono col mio nome, capì che eravamo liberi”
Le donne che parteciparono alle azioni di guerriglia partigiana furono oltre 35mila
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Oggi è il 25 aprile. Fuori ci sono le bandiere, i discorsi, i cortei. C'è chi canta "Bella ciao" e chi discute se cantarla, perché 'divisiva'. C'è il rito democratico che si ripete, anno dopo anno, con le sue crepe e la sua Resistenza. C’è qualcosa, però, che in questo giorno torna sempre con più forza di tutto il resto: le voci. Gli uomini, certo, i partigiani, i combattenti, i disertori della Repubblica di Salò che presero in mano il destino loro e quello del loro Paese in nome della Libertà. Ma anche e soprattutto le voci di donne che avevano dodici, sedici, venti, trent'anni, e che scelsero, in un'Italia occupata, silenziosa di paura, di non stare ferme ad osservare la Storia.
Flora Monti, Carla Capponi e le altre
Una di quelle voci appartiene a Flora Monti. Lei aveva 12 anni quando cominciò a fare la staffetta partigiana sull'Appennino tosco-emiliano. Era la più giovane, poco più che bambina. Il momento più difficile, ci raccontava due anni fa, fu quando i tedeschi la fermarono e le dissero di togliersi i vestiti per un controllo. “Prima ho consegnato la sinistra, che sapevo non c'era niente, poi hanno preso la destra, hanno guardato, non è venuto fuori niente e hanno detto "rivestiti". Quello è stato il momento più brutto perché mentre mi facevano questi controlli io ho pensato all'Edera del Giovanni che l'avevano uccisa due settimane prima ed era una staffetta partigiana anche lei”. Flora Monti ha oggi 95 anni, vive a Bologna e continua ad andare nelle scuole a raccontare. La regista Martina De Polo, che ha realizzato il documentario "Flora" sulla storia di Monti, nel 2024........
