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Coppa Italia, Como-Inter 0-0 nella semifinale di andata

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04.03.2026

Coppa Italia, Como-Inter 0-0 nella semifinale di andata

Coppa Italia, Como-Inter 0-0 nella semifinale di andata

Noia e poco pathos al Sinigaglia: palo di Darmian e chance sciupata da Valle sono state le uniche occasioni del secondo tempo

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Como, 3 marzo 2026 - La semifinale di Coppa Italia tra Como e Inter si giocherà al ritorno. Nell'andata al Sinigaglia hanno vinto la noia e la volontà dei due allenatori di rimandare tutto all'appuntamento di aprile tra un mese e mezzo. Turnover per Chivu, poco brio per Fabregas, così lo zero a zero è stato il risultato più naturale e inevitabile possibile, lasciando intatte per entrambi le possibilità di passare il turno. Portieri quasi inoperosi a parte una parata di Martinez nel primo tempo su Paz, mentre la ripresa ha visto le due squadre controllarsi e annullarsi, lasciando le due aree sguarnite di chiare ed evidenti occasioni da gol. Da segnalare un palo di Darmian e una incursione di Valle, per il resto pochissime cose.

Paz dalla distanza e poco altro

Fabregas decide di giocare senza centravanti di ruolo e opta per Paz in avanti supportato da Caqueret e Vojvoda, ma sorprende anche Chivu che lancia Diouf seconda punta dal primo minuto al fianco di Esposito, con Darmian e Carlos Augusto a tutta fascia. Di fatto, quello dei lariani è un 5-4-1 in fase difensiva, quasi una rivoluzione per l’allenatore spagnolo, mentre Chivu alza Frattesi in fase di pressione su Smolcic, per togliere tempo e gioco all’avversario. Match molto tattico in avvio, con le squadre a controllare i rispettivi punti di forza e il Como decide di essere più prudente, mentre l’Inter aspetta e non forza giocate con la palla per stanare l’avversario. Ritmi decisamente bassi, di attesa, evidentemente la posta in palio è alta. Col passare dei minuti, gli uomini di Fabregas prendono possesso della palla e alzano il baricentro, schiacciando l’Inter all’indietro pur senza creare vere e proprio occasioni da rete. Arriva però uno squillo lariano al 17’ su un errore nello stop di Bisseck che consente a Vojvoda di involarsi verso la porta, ma l’intervento di Carlos Augusto è decisivo nell’evitare la conclusione. L’unico vero rischio nel primo quarto di gara capita proprio sui piedi di Vojvoda, che si fa murare da Martinez, ma l’azione era viziata da fuorigioco. Il Como ha la palla, l’Inter aspetta, ma non ci sono guizzi in un primo tempo di grande studio da una parte e dall’altra e, così, le emozioni sono poche. La squadra di Chivu non trova riferimenti e qualità in manovra, complice anche una formazione rimaneggiata e che in campo si ‘conosce’ poco, con Esposito molto isolato in avanti e un Diouf evanescente tra le linee, mentre a centrocampo Calhanoglu e Sucic non accendono la luce. Tutto si accende nel finale di primo tempo. E’ Nico Paz a incaricarsi della responsabilità di una vera occasione da rete, sparando un sinistro al 36’ che Martinez sventa in angolo. Al 42’, su rilancio di Butez, il Como si presenta in area con Vojvoda, lesto a saltarne due ma non altrettanto nella conclusione di esterno destro che attraversa tutto lo specchio della porta per depositarsi sul fondo. Sono queste le due maggiori chance dei primi 45 minuti, mentre dalle parti di Butez non è successo quasi nulla a causa di una produzione interista sotto la soglia della sufficienza. 

Darmian e Valle, poi il nulla

La ripresa si apre invece con una occasione Inter, innescata da un lancio in verticale per Darmian che da posizione defilata colpisce il palo con Butez immobile. Dall’altra parte, Alex Valle cestina il vantaggio calciando incredibilmente fuori da pochi passi dopo una splendida azione del Como tutta di prima. Piattone surreale sul fondo. Una miccia che non accenderà la semifinale di andata. La partita non si sblocca e continua a viaggiare sui binari del ritmo compassato, alternato a poche e sporadiche accelerazioni, ma solo se salta una linea di pressing perché a difese schierate nessuna delle due squadre riesce a sfondare. Chivu è il primo a cambiare con Thuram, Zielinski e Dumfries al posto di Esposito, Darmian e Calhanoglu, senza cambiare l’assetto tattico iniziale, ma la partita rimane spezzettata e con pathos a livelli innocui. I taccuini restano vuoti di parate dei portieri o big chance per diversi minuti di un match al piccolo trotto, con il Como che non vuole compromettere il ritorno e l’Inter che ha nella mente il derby di domenica. Fabregas, a venti minuti dal termine, si gioca la carta Diao, al ritorno in campo dopo un lungo infortunio, al posto di Sergi Roberto, mentre Chivu risponde con Luis Henrique per uno spento Diouf. La sensazione, però, è che lo zero a zero possa andare bene a entrambe per poi giocarsi tutto al ritorno a fine aprile, in un’altra fase di calendario e probabilmente con qualche titolare in più in campo. La partita viaggia sul filo della monotonia e ha l’effetto di una camomilla alla melatonina, senza un guizzo, senza un sussulto apprezzabile per togliere lo zero dalla casella dei gol. Se nel primo tempo qualcosa era successo, nella ripresa, tolto il palo di Darmian ma quasi dalla linea di fondo, praticamente i due portieri non hanno dovuto sporcarsi i guanti e sono stati spesso utilizzati per consolidare il possesso quando il pressing altrui si era fatto più pericoloso. Moreno e Van der Brempt sono le carte di Fabregas nel finale per ravvivare la situazione, ma evitando rischi eccessivi per non dover andare a San Siro in svantaggio. A volte basta un episodio. Si procede verso il novantesimo con ragnatele di passaggi, poca verticale e pochi spazi tra le linee e le uniche palle in area spiovono dai piazzati. I tre minuti di recupero filano via con una melina ininterrotta dell'Inter, il segnale ultimo di una semifinale di andata soporifera. Chivu e Fabregas si annullano a vicenda e rimandano tutto al ritorno di Milano.

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