menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

La febbre dell'oro nei fiumi italiani può renderci ricchi? La mappa dei cercatori di 'pagliuzze'

31 0
13.05.2026

I fiumi italiani più battuti dai cercatori d'oro sono al Nord

Articolo: Quanto petrolio c’è in Italia e dove si estrae: la mappa dei giacimenti. Ma che peso può avere nel risiko del greggio?

Articolo: L'uranio in Italia? I giacimenti che fanno gola all'estero sono due. La mappa delle riserve mondiali

Roma, 13 maggio 2026 – La corsa al rialzo è cominciata nel 2024 e ha raggiunto il record tra gennaio e febbraio 2026, quando la quotazione dell’oro ha sfondato quota 5.500 dollari l’oncia. A seguito del deflagrare del conflitto in Iran, a fine febbraio, la bolla del metallo giallo ha cominciato a sgonfiarsi, tant’è che la quotazione attuale si attesta intorno ai 4.500 dollari l’oncia. La ragione principale del calo, spiegata dagli analisti, è che l’oro, proprio per la sua natura di ‘bene rifugio’, si accumula in previsione di un evento più turbolento e, quando l'evento si verifica, viene venduto per assicurarsi la liquidità. Sebbene non faccia più gola come qualche mese fa, sui social resta alta la febbre dell’oro: già, perché pullulano, sui nostri feed, reel e post che illustrano come cercare l’oro nei fiumi italiani e riconoscere le preziose pagliuzze. Per muoverci in questa sorta di moderno far west, tuttavia, è bene capire innanzitutto se siamo davanti a una pratica consentita dalla legge: in effetti, la ricerca del cosiddetto ‘oro alluvionale’ è regolamentata, nel nostro Paese, da un regio decreto che risale addirittura al 1927 e riguarda “la ricerca e la coltivazione di sostanze minerali e delle energie del sottosuolo”.

Cos’è l’oro secondario

I fiumi italiani più battuti e il ruolo delle piene

L’oro alluvionale ci renderà ricchi?

A spiegare nel dettaglio cosa........

© Quotidiano