Il Trono di spade delle carte di credito fra Visa, Mastercard, Amex e Stripe. Lotta per la blockchain: cosa cambia per noi
Un'immagine della serie tv 'Il trono di Spade'
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Roma, 30 aprile 2026. Il Trono di spade delle carte di credito è già arrivato alla seconda stagione e (quasi) nessuno se n’è accorto. Il mondo dei pagamenti globali non è più una questione di plastica nei portafogli, ma una spietata lotta per il controllo delle infrastrutture digitali. A oggi, le gerarchie del potere vedono Visa dominare con una quota del 52% del mercato globale, seguita da Mastercard al 21% e American Express stabile al 15%. Stripe, pur pesando per circa il 2% del volume totale (circa 1,9 trilioni di dollari), controlla quasi il 30% dell'intero processamento online e l'80% delle aziende tecnologiche del Nasdaq. Se la "prima stagione" ha visto i colossi guardare con sospetto alle criptovalute, la seconda, iniziata in sordina pochi mesi fa, segna l’inizio dell’integrazione. E il confine tra finanza tradizionale e tecnologia blockchain — ovvero quel "libro mastro digitale" condiviso e immutabile che registra ogni operazione senza bisogno di una banca centrale — è sempre più labile.
L'offensiva di Visa-Targaryen
Il 29 aprile una notizia che definisce una tremenda accelerazione è passata pressoché inosservata. Visa ha infatti annunciato l'integrazione di cinque nuove blockchain (ne aveva già quattro) nel suo sistema: Arc, Base, Canton, Polygon e Tempo. Non è un semplice aggiornamento, ma una mossa per dominare il settlement globale. In termini tecnici, il settlement (o regolamento) è il momento della verità: non quando "si striscia" la........
