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Trump e il successore di Khamenei: “Ho tre ottimi nomi per quel ruolo”

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03.03.2026

Manifestazione a Los Angeles a favore di un cambio di regime nell’Iran sotto il dominio della teocrazia sciita

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Roma, 3 marzo 20’26 – Mentre la guerra infuria, il regime degli ayatollah fa i conti con la propria sopravvivenza, accelerando sulla nomina della nuova Guida suprema. Al momento, come previsto dalla Costituzione, la fase transitoria è stata affidata al Consiglio provvisorio, un triumvirato composto dal presidente della Repubblica, Masoud Pezeshkian, dal capo della magistratura, Gholamhossein Mohseni-Ejei, e da un membro del Consiglio dei Guardiani, Alireza Arafi.

Tra i “papabili”, in attesa che gli 88 membri dell’Assemblea degli Esperti individuino nelle prossime ore la nuova Guida, figurano proprio l’ultraconservatore Mohseni-Ejei, l’ex presidente Hassan Rouhani e il riformista, nonché nipote del fondatore della Repubblica islamica, Hassan Khomeini. A questi si aggiungono i nomi di Alireza Arafi, che paga però relazioni deboli con gli apparati di sicurezza, e di Mojtaba Khamenei, figlio della Guida suprema appena deceduta.

Quest’ultimo, tuttavia, nonostante goda di ottimi rapporti con i pasdaran, non convince i religiosi tradizionalisti, contrari a una successione dinastica. Infine, non è da escludere l’ayatollah Sadeq Larijani, fratello del segretario del Supremo Consiglio per la Sicurezza nazionale.

Poi c’è Donald Trump. Il presidente americano, che aveva programmato di “eliminare la leadership iraniana in quattro settimane, ma ci abbiamo messo un’ora”, in un’intervista al New York Times ha dichiarato di avere “tre ottime scelte” di candidati a cui affidare il dopo Ali Khamenei. Un parere, quello di The Donald, non secondario per la Repubblica islamica, se vuole fermare la guerra e trovare un accordo con Washington e Tel Aviv: “Non rivelerò per ora i nomi dei candidati – ha detto –. Prima finiamo il lavoro”. Ad ogni modo, aggiunge, “dialogherò con i nuovi leader”.

Il tycoon è poi tornato sull’uccisione della Guida suprema: “L’ho preso prima che lui prendesse me. Ci hanno provato due volte” (riferendosi a un presunto complotto iraniano per assassinarlo nel 2024, ndr).

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