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‘Avete paura dei robot? Allora state pensando ai robot sbagliati’: Il Prof. Andrea Zanchettin ospite a Tech Talks

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16.06.2026

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Avete paura dei robot? Se la risposta è sì, probabilmente state pensando ai robot sbagliati. E se la risposta è no, forse non sapete ancora cosa i robot stanno diventando". È con questa provocazione che si apre la puntata di Tech Talks dedicata alla robotica del 2026, un mondo che non è più "quella roba da catena di montaggio" a cui siamo abituati, ma sta diventando "intelligenza artificiale incarnata in un corpo fisico: un sistema che vi osserva, vi capisce e decide insieme a voi come muoversi intorno a voi, in tempo reale e in sicurezza".

Per orientarsi in questo territorio in rapidissima evoluzione l'ospite è Andrea Zanchettin, docente di robotica al Politecnico di Milano, ricercatore con cento pubblicazioni alle spalle e co-fondatore di una spin-off che trasforma la ricerca in prodotti reali. La promessa, dichiarata in apertura, è ambiziosa: uscire dalla conversazione guardando i robot, e forse anche il proprio lavoro e la propria vita privata, "in un modo completamente diverso".

Una robotica "a due velocità"

La prima domanda è anche la più diretta: dove siamo oggi? Rivoluzione o evoluzione naturale? Zanchettin sceglie un'immagine netta: una robotica "a due velocità". Da un lato c'è quella tradizionale, "quella ancora nelle catene di montaggio", ormai consolidata e nota a tutti: "Basta aprire un video, guardarlo e si capisce di cosa stiamo parlando. È uno strumento che serve a produrre, da un pezzo di automobile a un pezzo di plastica. Tutte le cose che i robot hanno sempre fatto, continuano a farle". Questo mondo non sparisce: migliora per piccoli passi, con perfezionamenti tecnologici incrementali.

Dall'altro lato, però, qualcosa di nuovo sta nascendo, "ancora a livello embrionale" ma con tanti capitali alle spalle. È una robotica diversa: "magari con le ruote, magari con le gambe, magari che vola. Non è più il solito braccio metallico ancorato a terra che sposta scatole". Una novità che lui definisce potenzialmente "dirompente", spinta in larga parte dall'intelligenza artificiale: "C'è qualcosa che fino a cinque anni fa non c'era e che oggi cominciamo a vedere alle conferenze, sui video, sui giornali. È qualcosa di profondamente diverso, che stiamo cominciando a studiare e a capire dove applicare". E, nel suo caso, anche a sviluppare.

Gli umanoidi che ballano e corrono: "Effetto Wow, ma le applicazioni sono ancora da trovare"

Inevitabile il riferimento ai robot umanoidi che negli ultimi tempi popolano le manifestazioni pubbliche: ballano, corrono maratone, eseguono movenze sempre più simili a quelle umane. Sfoggio di tecnologia o reale anticipazione del futuro? Zanchettin riconosce che si tratta di una vera "nuova piattaforma tecnologica": "Se fino a cinque anni fa era un braccio ancorato a terra, ora sono due braccia, una testa, un dorso, delle gambe".

La robotica umanoide, precisa, "non è nuova: dal punto di vista della ricerca esiste da decenni". La novità è semmai economica: "Un robot umanoide dieci anni fa costava un prezzo che solo gli enti di ricerca si potevano permettere. Oggi non dico che possiamo permettercelo tutti, ma è qualcosa che un'azienda può provare a comprare e a mettere in funzione". Quanto al fatto che corra le maratone, è soprattutto una dimostrazione di maturità tecnologica: "Il robot a volte cade, a volte cade e si distrugge, a volte cade e si rialza. Sono cose che oggi hanno un effetto Wow". Ma sul fronte delle applicazioni concrete, ammette con ironia, siamo ancora alla ricerca di un senso: "Tutti ci........

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