Elana, l’oro di chi non smette mai di sperare
Cortina, 18 febbraio 2026 – Scacco alla rivale di sempre, mentre l’oro diventa un racconto nella lingua dei segni. Elana Meyers Taylor, alias mamma da favola di due bimbi non udenti, centra a 41 anni il titolo di campionessa olimpica solo sfiorato in quattro edizioni dei Giochi. La californiana del mono bob è stata capace di recuperare e sorpassare la tedesca Laura Nolte, al comando sin dalla prima discesa e fino agli ultimi istanti di gara: 3’57”93 il tempo finale di Meyers Taylor, che vanta al termine della gara 4 centesimi di secondo di margine sulla teutonica. "Non credo che riuscirò a elaborare la cosa per un po’", le sue parole dopo l’impresa. Sì che lo farà, perché Elana negli anni è stata capace di andare oltre spiacevoli episodi di razzismo, ha cresciuto due bimbi nati nel 2020 e 2022, entrambi prematuri hanno dovuto passare diverso tempo in terapia intensiva neonatale. E l’altra sera erano lì con lei.
Atto finale di una storia di rivalsa. Giocato sul profilo di un’atleta diventata leggenda come l’afroamericana più medagliata di sempre. Tutto inizia con una scalata al successo. Sì, perché Elana si lancia giù per i budelli ghiacciati dal 2007 con la tuta della nazionale. In quegli anni ricopriva il ruolo di frenatrice, ma a suon di risultati fra il bob a quattro e quello a due (nel 2009 il primo successo in Coppa del mondo in questa specialità) è riuscita ad arrivare nel 2010 fino all’importante incarico di pilota di bob. Da quel momento sono fioccate le medaglie: due bronzi nel bob a due a Vancouver 2010 e Pechino 2022, oltre a tre prestigiosi argenti fra Soci 2014, Pyeongchang 2018 (bob a due) e Pechino 2022 (monobob).
In mezzo a tutto questo non sono mancate le difficoltà. Come l’allenatore di una nazionale avversaria, che avrebbe fatto commenti discriminatori nei suoi confronti. La campionessa non si è fatta problemi nemmeno quando ha saputo che uno dei produttori di slittini più veloci al mondo si rifiutava di vendere agli atleti afroamericani. Ma nel frattempo Elana continuava a vincere, pure contro gli uomini. Nel 2019 partecipò a una gara di bob a due con il marito: la vinse. Lui faceva il frenatore, lei? Il pilota.
"Ci sono stati così tanti momenti negli ultimi quattro anni in cui ho pensato che fosse impossibile – aggiunge l’americana in conferenza stampa dopo la competizione –, ma la squadra ha creduto in me". Ora Elana non deve più solo sognare, perché il suo nomè è là, accanto all’ex pattinatrice Bonnie Blair, e occupa di diritto un posto nella storia.
