Padre Benanti: "Big-tech più potenti di Stati. Così il digitale non è libertà"
Il teologo ed esperto di tecnologia racconta in un libro il caso del giudice Guillou, sanzionato dagli Usa dopo il mandato di arresto spiccato contro Netanyahu "Va costruita una coscienza civile, bisogna restare in uno spazio democratico".
Immaginate che di punto in bianco vi sia tolto l’accesso a Facebook, Instagram e Whatsapp, che non possiate navigare su Google e vedere le vostre mail, aprire Airbnb, utilizzare le carte di credito Visa o Mastercard, eseguire bonifici col circuito Swift. Non è un incubo ma ciò che è successo al giudice francese Nicolas Guillou della Corte internazionale dell’Aja, colpito dalle sanzioni dell’Office of Foreign Assets Control degli Stati Uniti nel 2025 dopo che ha contribuito a inviare i mandati d’arresto contro Netanyahu e altri leader di Israele. Il teologo francescano Paolo Benanti, docente alla Luiss e all’Università di Seattle, già consigliere di papa Francesco sui temi dell’intelligenza artificiale, racconta la storia del giudice francese nel libro “Il Caso Guillou“, (Silvio Berlusconi Editore).
Padre Benanti, partiamo dalla “colpa” di Guillou.. "Quella di avere sostanzialmente fatto il suo dovere come giudice in un organismo non riconosciuto negli Stati Uniti e rispetto al quale è stata comminata una sanzione estesa a quasi tutti i giudici dell’Aja. Gli Usa tentano così di fermare l’azione della Corte".
Come è possibile che la sanzione abbia riportato una persona agli anni 90, senza social e web?........
