I politici tiktoker nell’arena social, battutisti incalliti e star della satira: pensano ai like, non ai voti
Roberto Vannacci, Matteo Renzi e Carlo Calenda
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Nardella a cavallo, Vannacci coi deepfake, Borrelli indignato speciale. Non hanno un amico, direbbe Luca Bizzarri. Però, forse, hanno dei social media manager che dovrebbero quantomeno provare, dico provare, a placare la logorrea digitale dei loro assistiti. I social non sono mai stati un posto gentile, riflessivo, pacato, costruttivo, eh no. Sono l’apoteosi della polarizzazione dello scontro, perché l’indignazione perenne – unico registro sociolinguistico social-mente condiviso – produce visualizzazioni, like, ricondivisioni, una lunga scarica di dopamina via internet che trasforma politici dall’ars oratoria dubbia in star virali dell’intrattenimento politico se non direttamente dell’avanspettacolo.
Vannacci, Renzi e la sfida a chi è più atletico: il Kraken e il Generale “quasi amici” a caccia di follower-elettori (e in questo persino alleati)
Da quando poi è nata la........
