C’è chi dice no, da Pedro Sanchez ad Anthropic. Cosa ha portato (per ora) sfidare l’ira di Trump
Il presidente statunitense Donald Trump e il premier spagnolo Pedro Sanchez (Ansa)
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Roma, 4 marzo 2026 – "C'è chi dice no", come canta Vasco Rossi. E il brano del rocker emiliano potrebbe essere la giusta colonna sonora del primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, balzato agli onori della cronaca per aver rifiutato a Donald Trump l'uso delle basi di Moron e Rota, in Andalucia, per l'operazione militare contro l'Iran. Un diniego che ha scatenato l'ira del presidente Usa ("Interromperemo ogni commercio con la Spagna", ha sentenziato il tycoon), ma che lo ha subito reso popolare sui social. "La posizione del Governo si riassume in poche parole: 'No alla guerra'. Non possiamo giocare alla roulette russa con il destino di milioni di persone", ha detto oggi Sanchez in una dichiarazione pubblica rilasciata dal Palazzo della Moncloa, ricordando che "il mondo ha già vissuto questa situazione". "Ventitré anni fa, un'altra amministrazione statunitense ci ha condotto in una guerra ingiusta. La guerra in Iraq ha generato un drammatico aumento del terrorismo, una grave crisi migratoria e una crisi economica. Questo è stato il dono del trio delle Azzorre: un mondo più insicuro e una vita peggiore", ha sottolineato il premier iberico, mentre i video del suo intervento hanno cominciato a raccogliere commenti entusiasti e condivisioni. E non solo dalla Spagna.
La contesa sulla Groenlandia
La posizione da antagonista di Trump politicamente ricorda quella di Danimarca e Groenlandia, che da mesi respingono i tentativi del tycoon di annettere (conquistandola o comprandola) la grande isola artica e il cui ultimo ‘botta e risposta’ si è consumato meno di due settimane fa quando l’inquilino della Casa Bianca ha annunciato su Truth l’invio di una nave ospedale che sarebbe servita ad "assistere le molte persone malate, che non hanno assistenza". Secca la replica sia del premier groenlandese Jens-Frederik Nielsen che di quella danese Mette Frederiksen, che hanno banalmente ricordato al tycoon l’esistenza di "un sistema sanitario pubblico in cui le cure sono gratuite per i cittadini".
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Il caso Athropic e il boom di download
Ma l’opposizione alla ‘Davide contro Golia’ sembra funzionare anche dal punto di vista economico. È il caso di Anthropic, la startup tecnologica che ha detto no all'uso senza limiti della sua Intelligenza artificiale Claude a scopi militari da parte del Pentagono. “Non possiamo in coscienza accogliere la loro richiesta”, ha scritto il fondatore e ceo Dario Amodei in risposta alle pressioni del segretario della Guerra, Pete Hehgseth. E, in pochi giorni, la sua app è balzata in cima ai negozi digitali, scalzando ChatGpt di proprietà di OpenAI che invece ha raggiunto un accordo con il governo americano. Un boom così inatteso da mettere fuori uso, temporaneamente, i server di Claude, costringendo la società ad interrompere momentaneamente l’accesso al servizio per lavori di manutenzione straordinaria. L’effetto è stato a cascata anche perché molti utenti, tra cui la popstar Katy Perry, hanno sentito anche il bisogno di condividere la propria scelta sui social postando screenshot del download.
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