Padre di 47 anni picchiato e ucciso dalla banda che aveva rimproverato: fermati un minorenne e due maggiorenni
Giacomo Bongiorni, 47 anni, la vittima del brutale pestaggio. A fianco fiori sul luogo della morte dell'uomo (Foto Nizza)
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Massa, 12 aprile 2026 – Stava cercando di placare una banda di teppistelli che lanciava bottiglie di vetro contro un negozio nella notte per puro divertimento. Ha pagato con la vita morendo accasciato al suolo, per mano al figlioletto. In un tranquillo sabato sera di provincia, a Massa, all’ombra delle Apuane, Giacomo Bongiorni, 47 anni, carpentiere, era appena uscito da un locale del centro storico, il Jack Rabbit, dove aveva trascorso la serata ascoltando musica dal vivo con la compagna Sara Tongiani, il cognato, alcuni amici e il bambino di 11 anni.
Sono tre le persone fermate per l’aggressione. Due maggiorenni e un minorenne. I maggiorenni, bloccati dalla procura di Massa sono Ionut Alexandru Miron di 23 anni e Eduard Alin Carutasu di 19 anni. Il minorenne è stato fermato dalla procura dei minori di Genova. A loro i carabinieri sono arrivati dopo una serie di riscontri e immagini di telecamere di sicurezza. Sono stati interrogati in caserma ed è quindi scattato il fermo. Per tutti l’accusa è quella di concorso in omicidio volontario.
La violenta aggressione
Poco dopo l’una la comitiva ha attraversato la centralissima piazza Palma per raggiungere l’auto quando ha trovato un gruppo di alcuni giovani e giovanissimi che avevano già alzato il gomito e che si divertivano con atti vandalici contro un negozio.
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All’invito alla calma, il branco di giovani si è scatenato aggredendo Bongiorni e il cognato con calci e pugni. Proprio uno di questi è stato fatale per il metalmeccanico, che è caduto battendo violentemente la testa sul selciato. All’arrivo del 118 era già in arresto cardiaco ed era tenuto per mano dal bambino sotto choc.
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Inutile la corsa all’ospedale dove invece è stato ricoverato il cognato con una frattura e un’emorragia cerebrale. La compagna sotto choc è stata sedata con farmaci. Sul posto anche i carabinieri che, su ordine del procuratore Piero Capizzoto, hanno prelevato i video della piazza consegnati dal Comune. A fare luce su un delitto di inaudita violenza, che ha seminato panico e allarme oltre il territorio apuano, anche le riprese amatoriali di un ragazzo che passava per caso dalla centralissima piazza Palma.
In base alle immagini ieri pomeriggio i responsabili dell’accaduto sono stati tutti identificati e interrogati dai carabinieri della Compagnia di Massa. Mentre il sindaco della città apuana Francesco Persiani esprimendo vicinanza alla famiglia e cordoglio a nome della città ha indetto una giornata di lutto cittadino nel giorno dei funerali, il prefetto di Massa Carrara Gaetano Cupello ha convocato il tavolo sulla sicurezza costituito dalle istituzioni, nel quale sono stati decisi provvedimenti immediati a tutela dell’ordine pubblico.
E scatta il coprifuoco nei locali
Fra le misure draconiane è stato deciso il coprifuoco fino al 31 maggio dopo la mezzanotte e mezzo e maggiori controlli delle forze dell’ordine su tutto il territorio. «I sindaci di Massa e Carrara, condividendo la proposta formulata dal Comitato – si legge in una nota del prefetto – , emaneranno apposite ordinanze per disporre, fino al 31 maggio, la chiusura dei pubblici esercizi entro le 00:30».
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Un provvedimento che, con il divieto di vendere alcolici e bevande in vetro dopo le 22, sta già facendo discutere negozianti ed esercenti per una restrizione che compromette la vita di tutti. Il resto è una città che si è svegliata con il peggiore degli incubi: la paura a uscire di notte e il dramma di una gioventù che sa esprimere il proprio disagio soltanto con la violenza più accanita. Numerose le reazioni di quanti chiedono più controlli e monitor da parte delle forze dell’ordine e quanti invece invocano misure preventive nei confronti dei ragazzi come centri di aggregazione di cultura dedicati alla crescita dei più giovani.
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