Taglio delle accise, giù i prezzi dei carburanti. Non si spegne la polemica
Primi effetti del taglio delle accise per chi deve fare rifornimento (Ansa)
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Roma, 21 marzo 2026 – Dopo una partenza al rallentatore, con il 40% dei benzinai ancora con i prezzi fermi, nel pomeriggio c’è stata una netta inversione di tendenza che ha reso evidenti gli effetti del taglio dei prezzi deciso dal governo. Il gasolio è tornato, in media, sotto i due euro, la benzina ha viaggiato attorno a 1,734 euro al litro, con un calo medio di 15 centesimi. Dieci in meno rispetto alla riduzione delle accise di 25 centesimi che durerà per altri 18 giorni. In particolare, secondo i dati della Staffetta Petrolifera, il gasolio self service si è attestato su 1,978 euro al litro contro i 2,123 euro al litro del giorno prima (-14,5 centesimi). La benzina è a 1,734 euro al litro contro 1,885 euro (-15,1 centesimi). Più cari, come sempre, i prezzi in autostrada: al self service, il gasolio è a 2,048 euro contro 2,190 di giovedì (-14,2 centesimi), la benzina a 1,812 euro al litro contro 1,967 (-15,5 centesimi).
Eppure, la prima rilevazione dell’Osservatorio dei prezzi del carburante del Mimit, alle 8 del mattino, registrava che solo poco più di 6.000 distributori su 12.107 avevano ridotto i prezzi, e 1.400 addirittura aumentato le tariffe rispetto ai giorni precedenti. Anche se tutte le principali compagnie petrolifere avevano ritoccato i listini consigliati con una riduzione di 24,4 centesimi di euro al litro. Poi, nel pomeriggio, la percentuale dei listini con i prezzi tagliati era salita fino all’87%, mentre solo nel 4,5% dei casi le quotazioni erano aumentate. In ogni caso il Garante per la sorveglianza dei prezzi, alias Mister Prezzi, ha già trasmesso alla Guardia di Finanza l’elenco di questi distributori, affinché vengano effettuati i necessari controlli come previsto dal decreto-legge approvato dal Governo. I risultati dei controlli saranno trasmessi poi anche all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per l’eventuale avvio di procedimenti sanzionatori e, nei casi in cui emergano profili di rilevanza penale, all’autorità giudiziaria.
In ogni caso, l’andamento dei prezzi dei carburanti ha riacceso le polemiche. Duro il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona: "I dati confermano il fallimento del decreto sul piano sanzionatorio. È inutile monitorare se non si modificano le norme del codice penale. Altrimenti si prendono in giro i consumatori". Il Codacons punta il dito sulle "anomalie" che si stanno registrando su tutta la rete. Mentre, sul fronte politico, Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio, spara a zero: "Il decreto sulle accise non solo è parziale e tardivo ma persino controproducente: non funziona e che scarica su cittadini ed imprese il peso dell’inefficienza". Di tutt’altro avviso, Lino Ricchiuti, di Fratelli d’Italia: "Dal governo è arrivata una risposta immediata e concreta per famiglie e imprese. Chi dovesse pensare di sfruttare questa situazione per arricchirsi sulla pelle dei cittadini e delle imprese troverà il Governo pronto a recuperare i proventi della speculazione anche con una maggiore tassazione.
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