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L'algoritmo della frode: così Michael Smith ha hackerato il mercato musicale rubando 10 milioni di dollari in royalty

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15.04.2026

Il sistema di hackeraggio degli streaming musicali architettato da Michael Smith ha generato 10 milioni di dollari in royalty

Roma, 15 aprile 2026 – L'industria musicale globale si trova oggi a fare i conti con una vulnerabilità strutturale che molti sospettavano, ma che nessuno aveva mai sfruttato con la metodica precisione di Michael Smith. Il cinquantaduenne del North Carolina non ha semplicemente “truccato” qualche ascolto; ha edificato un’infrastruttura di simulazione digitale capace di generare miliardi di stream fraudolenti, drenando circa 10 milioni di dollari in royalty destinate ad artisti legittimi. Il caso, sollevato dalla Procura del Distretto Sud di New York, rappresenta il primo grande precedente penale che unisce l'uso di botnet su larga scala alla generazione di contenuti tramite intelligenza artificiale (AI).

L'architettura del sistema: 10mila account e virtualizzazione Ip

Il cuore dell'operazione di Smith non risiedeva nella qualità della musica, ma nella sofisticazione della rete di distribuzione. Per evitare i sistemi di rilevamento delle piattaforme come Spotify, Apple Music e Amazon Music, Smith ha evitato l'errore grossolano di concentrare i flussi su pochi profili. Ha invece gestito una flotta di oltre 10mila account ‘premium’ creati artificialmente.........

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