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Cinturrino, nei verbali l’ossessione di ‘Thor’ per Zack Mansouri: “Va preso”. I colleghi: “Martellate e schiaffi, un pazzo”

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25.02.2026

Milano – «Eravamo in macchina con L. e D. e abbiamo deciso di chiarire la situazione». In auto ci sono tre dei quattro colleghi che erano con Carmelo ’Luca‘ Cinturrino in via Impastato. In quel momento, non sono ancora indagati per favoreggiamento e omissione di soccorso. Decidono di andare a parlare in un parco. Lì, D., l’agente 28enne che era accanto all’assistente capo del commissariato Mecenate nel momento in cui ha sparato ad Abderrahim Mansouri, crolla in lacrime: «È un pazzo, non sta bene, si è fiondato subito sul corpo di Zack e lo ha girato. Io correndo ho visto a terra un oggetto che non mi sembrava una pistola». Era un sasso, non la riproduzione della Beretta 92 che verrà ritrovata accanto al cadavere. D. è lo stesso che riceverà dal quarantunenne fermato per omicidio l’ordine di recarsi in ufficio a recuperare la valigetta «coi documenti»: in realtà lì è nascosta l’arma finta che Cinturrino piazzerà vicino al corpo del pusher marocchino per architettare la messinscena da legittima difesa.

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Nei verbali del vice ispettore L.R. e dell’agente G.R., entrambi difesi dall’avvocato Antonio Buondonno, emerge il modus operandi di ’Luca‘: le botte ai ’tossici‘ che non consegnavano soldi e droga e il martello (che gli è valso il soprannome di ’Thor‘) che all’improvviso tirava fuori dalla manica del giubbotto per punire chi non rivelava il nascondiglio di monete e ’palline‘.

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Lo sbirro con numeri da record, «considerato paladino o fenomeno», non ha risparmiato neppure l’ucraino V.P., un disabile in carrozzina: «Con lui era diventato un accanimento – spiega G.R. lo scorso 19 febbraio al pm Giovanni Tarzia e agli investigatori della Mobile guidati dal dirigente Alfonso Iadevaia e dal funzionario Francesco Giustolisi –. Diverse volte Cinturrino lo ha indagato, ma spesso si sfogava con lui. Gli alzava le mani, è capitato anche che ha usato il martello con lui, ma non ricordo l’occasione specifica. Gli chiedeva soldi e droga. Dato che P. mentiva, se la prendeva con lui, martellate, schiaffi».

Gli alzava le mani, è capitato anche che ha usato il martello con lui

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La storia del cinquantenne sulla sedia a rotelle ha iniziato a circolare lunedì: i resoconti frammentari dei fantasmi del boschetto di Rogoredo lo davano per morto un paio di mesi fa, dopo un ricovero in ospedale legato proprio ai colpi ricevuti da ’Luca‘ e finito in maniera tragica per altre complicazioni. In realtà, P. è vivo, stando alle verifiche della polizia. E ora gli inquirenti lo stanno cercando per ascoltare la sua ricostruzione dei fatti. A sentire i colleghi, Cinturrino aveva anche l’ossessione Mansouri: «Lo voleva prendere». Ne conosceva gli orari, peraltro gli stessi in cui è stato ucciso un mese fa: «17-17.30 – afferma ancora G.R. –. Ogni tanto si coordinava con l’ispettore e si cercava di prendere Zack: ogni tanto non è venuto, ogni tanto è scappato». E ancora: «Zack era il capo della piazza e in più occasioni mi ha detto che gli era scappato e che andava preso».

Zack era il capo della piazza e in più occasioni mi ha detto che gli era scappato e che andava preso

Detto questo, le dichiarazioni dei colleghi dell’assistente capo dicono pure altro: che in tanti sapevano di Cinturrino negli uffici di via Quintiliano («Si parlava spesso in commissariato del fatto che fosse una persona poco raccomandabile») e che nessuno di loro si è mai rivolto ai superiori per denunciare, limitandosi a stare il più possibile alla larga dal quarantunenne o a commentare in privato i comportamenti palesemente fuorilegge.

Si parlava spesso in commissariato del fatto che fosse una persona poco raccomandabile

La fase due dell’inchiesta, che correrà in parallelo all’attività ispettiva interna della Questura, si concentrerà anche su questo. Per evidenziare silenzi e reticenze o peggio coperture, complicità o connivenze con ’Thor‘. Intanto, il sindacato di polizia Sap ha fatto sapere che restituirà i soldi versati da circa mille persone per la raccolta fondi inizialmente lanciata per sostenere la tutela legale di Cinturrino


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