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La forca e la frusta: la violenza di Stato dei regimi islamici tra Iran e Afghanistan

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03.01.2026

Mentre in Iran e Afghanistan la repressione islamista moltiplica esecuzioni pubbliche, frustate e condanne a morte, l’Europa resta in silenzio: nessuna piazza, nessuna mobilitazione, nessuna indignazione organizzata per crimini documentati e accertati.

Nel 2025 la repressione nei regimi islamici ha raggiunto livelli che non trovano paragoni nella storia recente. In Iran e in Afghanistan, governato dai Talebani, la violenza di Stato si è tradotta in un’escalation di esecuzioni, punizioni corporali e spettacolarizzazione della morte, utilizzate come strumenti politici per terrorizzare la popolazione e soffocare ogni forma di dissenso. In Iran, il numero delle esecuzioni ha segnato un record assoluto. Nel solo 2025 sono stati giustiziati 2.201 prigionieri: più del doppio rispetto al 2024, due volte e mezzo rispetto al 2023 e quasi quattro volte rispetto al 2022. Un’impennata che segue una curva precisa: mentre il regime si indebolisce e cresce il malcontento sociale, aumenta la repressione. Il secondo semestre dell’anno ha visto un numero di esecuzioni più che raddoppiato rispetto ai primi sei mesi, con un picco senza precedenti nel dicembre 2025, quando sono state registrate 376 impiccagioni in un solo mese, il dato più alto degli ultimi 37 anni. La macchina della morte non ha risparmiato nessuno. Tra le vittime figurano almeno 64 donne, quasi il doppio rispetto all’anno precedente, e sei persone che erano minorenni al momento del reato. Tredici esecuzioni sono state compiute in pubblico, con l’obiettivo dichiarato di........

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