menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Gli Houthi alzano la pressione sul petrolio: la nuova tenaglia dell’Iran sui mari

27 0
14.09.2026

L’avanzata dei miliziani sostenuti da Teheran porta sotto pressione due delle rotte marittime più strategiche del pianeta. L’Arabia Saudita vede restringersi le vie per esportare il greggio, mentre Washington cerca di evitare l’apertura di un nuovo fronte

Due delle arterie petrolifere più importanti del pianeta sono ormai sotto la pressione dell’Iran e dei suoi alleati. Dopo lo Stretto di Hormuz, anche Bab al-Mandeb è entrato nel cuore dello scontro: l’avanzata degli Houthi in Yemen ha trasformato una guerra a lungo considerata periferica in un nuovo fronte della crisi tra Stati Uniti e Iran, restringendo le vie attraverso le quali l’Arabia Saudita può esportare il proprio greggio e aumentando i rischi per gli approvvigionamenti energetici mondiali. La conquista di posizioni strategiche attorno a Bab al-Mandeb da parte dei miliziani sostenuti da Teheran modifica infatti la geografia del conflitto. Lo Yemen, uno dei Paesi più poveri e martoriati della regione, non è più soltanto il teatro di una guerra civile dimenticata. È diventato un tassello fondamentale di una serie di crisi sempre più interconnesse, capaci di mettere sotto pressione le forze americane e contemporaneamente aumentare il peso negoziale dell’Iran. Lo scontro tra Washington e Teheran aveva già contribuito alla riapertura del fronte libanese tra Israele e Hezbollah e al ritorno in campo delle milizie irachene. Adesso l’offensiva degli Houthi aggiunge un altro fronte e soprattutto mette contemporaneamente sotto pressione due dei principali colli di bottiglia marittimi del Medio Oriente: Hormuz e Bab al-Mandeb.

Per l’Arabia Saudita il problema è enorme

Riad è uno dei maggiori produttori mondiali di petrolio e un alleato fondamentale degli Stati Uniti, ma vede ridursi le alternative sicure per far arrivare il greggio sui mercati internazionali. Secondo quanto riferisce il Wall Street Journal, funzionari iraniani hanno inoltre sostenuto che la guerra e le restrizioni alla navigazione non termineranno senza una soluzione complessiva delle crisi regionali. Una posizione che allontana la prospettiva di una rapida de-escalation.Le monarchie del Golfo avevano sperato che lo........

© Panorama