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Cuba sull’orlo del collasso: senza il petrolio di Maduro l’economia dell’isola rischia il blackout totale

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08.01.2026

La cattura di Nicolás Maduro da parte degli Stati Uniti mette in crisi il fragile equilibrio economico cubano. Tra carenza di petrolio, crollo del turismo, inflazione fuori controllo ed emigrazione di massa, il regime dell’Avana affronta la peggiore emergenza dai tempi del collasso sovietico.

La cattura del dittatore venezuelano Nicolás Maduro da parte degli Stati Uniti ha prodotto onde d’urto ben oltre Caracas. A subirne le conseguenze è soprattutto Cuba, un Paese di meno di dieci milioni di abitanti che da anni sopravvive grazie alle forniture petrolifere venezuelane, appena sufficienti a scongiurare il collasso di un’economia ormai allo stremo. Per l’isola comunista si apre ora una fase nuova e potenzialmente esplosiva, nel pieno di un’implosione economica che molti osservatori paragonano alla crisi devastante seguita, oltre trent’anni fa, alla dissoluzione dell’Unione Sovietica. Dal 2019 il Prodotto interno lordo cubano si è contratto di oltre il 10%, mentre la crescita resta prossima allo zero. L’inflazione reale, mai ammessa apertamente dalle autorità, è stimata ben oltre il 30% annuo e il peso cubano ha perso gran parte del suo valore sul mercato informale, dove il cambio con il dollaro supera di molte volte quello ufficiale. Le riserve in valuta forte sono ai minimi storici........

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