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Groenlandia, la pressione di Trump mette in luce le divisioni europee

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21.01.2026

Dall’assertivo Macron al possibilista Merz, anche sulla Groenlandia l’Europa è divisa. Ma von der Leyen promette: “Pronti ad agire con unità e determinazione”.

Ci risiamo. Per la seconda volta in meno di un anno l’Unione Europea si trova a far fronte alle fortissime pressioni che giungono dall’altro lato dell’Atlantico. Come avvenuto per i dazi, anche la Groenlandia sta mettendo a dura prova la solidità del blocco europeo.

Mentre il Presidente americano continua la sua assidua campagna mediatica per raggiungere il pieno controllo della Groenlandia, l’Europa studia le possibili contromosse, con un’unica certezza: non esiste una strategia da seguire.

Da un lato una minaccia tangibile e certa: i dazi americani del 10% (che a giugno saliranno al 25%) imposti ai Paesi del nord Europa se non verrà trovato un accordo per l’acquisto della Groenlandia.

Dall’altro diverse ipotesi, nessuna ancora delineata con chiarezza: l’utilizzo del meccanismo Anti-coercizione, l’annullamento dell’accordo commerciale siglato lo scorso agosto in Scozia (al momento solo sospeso dal Parlamento europeo) o l’imposizione di tariffe reciproche.

Le uniche certezze sembrano insomma essere le divisioni presenti nel continente, tra chi spinge per una risposta forte, come il Presidente francese Emmanuel Macron, e chi invece........

© Panorama