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Guerra in Iran, fino a 1.415 euro in più per le famiglie: il conto dei rincari tra bollette e carrello della spesa

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04.10.2026

Dall’energia ai beni di prima necessità, la guerra in Iran pesa sui bilanci familiari. Lo studio Codacons calcola gli aumenti previsti nel 2026 per pensionati, single e famiglie con figli

La guerra si combatte a migliaia di chilometri di distanza, ma il suo impatto economico attraversa i mercati internazionali dell’energia, si trasferisce progressivamente sui prezzi dei beni e dei servizi e arriva fino ai bilanci delle famiglie italiane, già messe alla prova da anni di inflazione e da un potere d’acquisto che fatica a recuperare il terreno perduto. A fotografare le dimensioni di questa nuova stangata è il Codacons, che ha calcolato come, sulla base dell’inflazione acquisita dall’Istat per il 2026 e ipotizzando che i prezzi rimangano agli attuali livelli fino alla fine dell’anno, una coppia con due figli potrebbe arrivare a sostenere una maggiore spesa annua di 1.415 euro rispetto al 2025, mentre per una coppia con un figlio l’aggravio stimato raggiunge i 1.281 euro e per una famiglia senza figli si attesta a 1.167 euro.

Un conto che diventa particolarmente significativo se letto alla luce degli ultimi dati sull’andamento dei prezzi, perché a settembre l’inflazione italiana ha raggiunto il 4,2% su base annua, accelerando rispetto al 3,3% di agosto e tornando su livelli che non si registravano da tre anni, mentre l’aumento delle quotazioni energetiche, legato anche alle tensioni internazionali, continua ad alimentare i timori di ulteriori ripercussioni sui costi di produzione, sui trasporti e, inevitabilmente, sui prezzi finali pagati dai consumatori.

L’analisi del Codacons non rappresenta una misurazione separata delle conseguenze economiche della guerra in Iran, ma una proiezione dell’aumento complessivo della spesa per consumi delle diverse tipologie familiari, ottenuta applicando l’inflazione media acquisita per il 2026 ai rispettivi livelli di spesa. Una distinzione importante, perché permette di comprendere la portata delle cifre senza attribuire automaticamente al conflitto ogni rincaro registrato dall’inizio dell’anno, ma che non ridimensiona il problema di fondo: l’energia è tornata a rappresentare uno dei principali fattori di accelerazione dei prezzi e le famiglie si trovano a dover affrontare un ulteriore aumento del costo della vita.

Quanto costeranno i rincari alle famiglie italiane

Le stime dell’associazione dei consumatori mostrano innanzitutto come l’impatto economico dell’inflazione vari significativamente in relazione alla composizione del nucleo familiare, perché il numero dei componenti, la presenza di figli e le differenti abitudini di consumo determinano livelli di spesa molto diversi e, di conseguenza, una diversa esposizione agli aumenti.

Per un pensionato che vive da solo, il Codacons calcola una maggiore spesa annua di 667 euro, mentre un single con meno di 35 anni dovrebbe sostenere un aggravio di 704 euro, due cifre che possono apparire relativamente contenute rispetto a quelle previste per le famiglie più numerose, ma che assumono un peso differente quando vengono rapportate alla disponibilità economica di chi percepisce una pensione modesta oppure si trova all’inizio del proprio percorso professionale.

La situazione cambia quando aumenta il numero dei componenti del nucleo familiare, perché per una coppia senza figli il maggiore esborso raggiunge i 1.167 euro, mentre una famiglia monogenitoriale dovrebbe sostenere una spesa supplementare di 976 euro, destinata a salire a 1.281 euro nel caso di una coppia con un figlio e a raggiungere il massimo di 1.415 euro quando i figli sono due.

Sono importi che descrivono l’aumento teorico del costo dei consumi nell’ipotesi in cui le famiglie mantengano inalterate le proprie abitudini di acquisto, continuando quindi a sostenere le stesse spese per alimentazione, abitazione, energia, trasporti e tutti gli altri beni e servizi considerati nella rilevazione statistica. Nella realtà, tuttavia, una parte dei nuclei familiari potrebbe trovarsi nell’impossibilità di assorbire interamente gli aumenti, scegliendo di ridurre alcuni acquisti, rinviare determinate spese oppure modificare la qualità e la quantità dei prodotti........

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