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Nucleare, eolico, gas: la sinistra dice NO a qualsiasi innovazione (ma vuole le bollette più basse)

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07.06.2026

L’opposizione sistematica del campo largo blocca nucleare, gas e persino i parchi eolici e solari rischia di condannare l’Italia alle tariffe elettriche più alte del mondo.

La sinistra accusa il governo di non fare nulla per la crescita del Pil e ancor meno per abbassare i prezzi delle bollette. I miglioramenti sono ovviamente sempre auspicabili e l’attuale maggioranza, nell’anno che rimane prima del voto, farebbe bene a concentrarsi sui temi economici.

Tuttavia, che cosa avverrebbe per Pil e bollette se a Palazzo Chigi invece di Giorgia Meloni ci fosse un esponente del campo largo? È una domanda che mi sono posto ieri, dopo che Avs, Pd e 5 stelle hanno votato contro il piano per l’apertura di centrali nucleari. Angelo Bonelli dei Verdi ha definito quella di giovedì una «pagina nera della democrazia», perché si sarebbe fatta «carta straccia della volontà degli italiani». Chiara Braga, capogruppo alla Camera del Partito democratico, ha invece detto che il sì al nucleare «è un bluff», perché per costruire i nuovi impianti serviranno 15 o 20 anni. Premesso che se ogni volta si rinvia, per garantirci un’energia a basso prezzo forse di anni ce ne vorranno anche 50, si dà il caso che per la realizzazione ne bastino meno di 10 e dunque nel 2035 le prime centrali potrebbero entrare in funzione.

Il grande veto energetico: perché........

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