«Ce l’ho con chi difende Askatasuna».
A sfregiare Torino non sono stati solo i violenti di professione del noto centro sociale. Ma pure la solita truppa di giustificatori di complemento. Avete rotto.
Non ce l’ho tanto con i violenti. I violenti sono violenti, che ci possiamo fare? Bisognerebbe solo dare la possibilità alle forze dell’ordine di fermarli con ogni mezzo, cosa che oggi non avviene. Ce l’ho con quelli che li sostengono. Che li proteggono. Che li coprono. Che li giustificano. Ce l’ho con quelli che «Askatasuna vuol dire libertà», e a Torino «c’era un grande corteo pacifico», e «i teppisti sono una minoranza», anzi peggio «sono infiltrati» che «fanno il gioco del governo». Ce l’ho con quelli del «bisogna distinguere», «non bisogna demonizzare», «non bisogna criminalizzare», «va sottolineata la distanza», «in piazza c’erano ragazzi che amano la musica e la poesia» e poi, si sa, i black bloc «arrivano dall’estero» a rovinare con le loro tute nere le anime candide dei boyscout che frequentano i centri sociali italiani. Ce l’ho con loro perché mentono sapendo di mentire, vanno a caccia di........
