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Mauro Porcini: «Così do anima e forma al domani»

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19.04.2026

La creatività come antidoto all’eterno ritorno dell’identico, l’uso del colore contro la monotonia del minimalismo. Le visioni del numero uno mondiale del design di Samsung, l’italiano che vuole restituire leggerezza alla tecnologia.

Dietro la scrivania del suo ufficio di Seul, s’intravedono alcune forme familiari, ma dai tratti irregolari: tre orologi allungati, sciolti, quasi liquidi. È un dettaglio del quadro «La persistenza della memoria», l’opera simbolo di Salvador Dalí, che è anche una buona sintesi della visione di Mauro Porcini: scongelare la rigidità della tecnologia per restituirle calore, colore, capacità d’emozionare. Sentimento, accanto alla ragione. Una pennellata di surrealismo.

Samsung l’ha chiamato in Corea creando per lui un ruolo che non c’era: responsabile mondiale del design, la guida di una squadra di 1.500 persone che lavora in mezzo mondo. Un incarico da notti insonni (non solo per i troppi fusi orari), da subbugli d’ansia e adrenalina, che non sembra spaventare Porcini, italiano con il gene dell’inventiva e l’allegra inquietudine del nomade: è partito da Gallarate, nella provincia di Varese; ha vissuto tra Europa, Stati e Uniti e, oggi, eccolo conversare in maglietta scura e giacca con Panorama dall’Asia, dove ha portato con sé la moglie, i due figli e i tre cani.

Si è fatto apprezzare in multinazionali come 3M e PepsiCo, ha ricevuto premi, scritto libri (L’età dell’eccellenza, per il Saggiatore, è il suo manifesto), registrato 47 brevetti, esposto progetti al Louvre. Ma le sue prossime opere non........

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