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La religione laica del concerto sotto il sole

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19.07.2026

Nei mesi più caldi, le masse di devoti fan delle popstar si spostano come pellegrini a caccia del loro oggetto di fede. In quest’epoca de-sacralizzata è sufficiente l’emozione di un verso a rendere felici. Una salvezza effimera

D’estate due enormi serpentoni di gente attraversano il nostro Paese, al di là della vecchia distinzione tra stanziali e vacanzieri. Inseguono entrambi l’Evento, si danno appuntamento per una manifestazione che è l’occasione per il loro pellegrinaggio. Sì, il popolo dei concerti e il popolo dei festival tematici non somigliano ai villeggianti e ai turisti di una volta, o a coloro che vanno al mare o in montagna per le “ferie”; ma ai pellegrini, ai devoti che un tempo andavano al Santo, alla Madonna, al Santuario o alle feste patronali, con le processioni, le tradizioni, i fuochi d’artificio e le bancarelle. Anzi, per essere più precisi, molti vanno al concerto con lo stesso spirito di chi andava in pellegrinaggio al Santuario e molti vanno ai festival letterari, librari o di varia umanità con lo stesso spirito di chi andava alle feste patronali. Fenomeni a loro modo religiosi, in cui il fattore devozione è più spiccato nei primi eventi, mentre il fattore turismo religioso alimenta le sagre letterarie, come succedanei delle feste patronali.

Ha destato impressione la confluenza di 250 mila devoti o seguaci........

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