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Mondiali di calcio e infarto: perché i rigori possono mettere a rischio il cuore

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13.07.2026

L’emozione di una partita può diventare un fattore di rischio per chi soffre di malattie cardiovascolari. Dagli studi del New England Journal of Medicine, ecco perché i rigori possono far aumentare infarti, aritmie e crisi ipertensive.

C’è chi li vive con le mani davanti agli occhi, chi cambia stanza per scaramanzia e chi trattiene il respiro fino all’ultimo tiro dal dischetto. I rigori sono probabilmente il momento di maggiore tensione emotiva nello sport. E mentre milioni di tifosi seguono il Mondiale FIFA 2026, la medicina ricorda che quelle emozioni non sono soltanto una metafora. Per alcune persone, soprattutto se affette da cardiopatia ischemica, ipertensione arteriosa o altre malattie cardiovascolari, una partita particolarmente combattuta può rappresentare il fattore scatenante di un infarto, di una grave aritmia cardiaca o di una crisi ipertensiva. L’idea che un evento sportivo possa influenzare la salute sembrava, fino a pochi decenni fa, poco più di una curiosità epidemiologica. Oggi, invece, è supportata da una letteratura scientifica sorprendentemente consistente. Gli studi più autorevoli concordano su un punto: non è ovviamente il calcio in sé a fare male, bensì lo stress emotivo acuto provocato dalle partite più drammatiche. E nessun momento concentra una tensione paragonabile a quella di una serie di rigori. L’interesse dei ricercatori nasce dall’osservazione di un fenomeno già noto in cardiologia: le emozioni intense possono agire come “trigger”, cioè come fattori capaci di far emergere un evento cardiovascolare in persone già vulnerabili. Lo stesso meccanismo è stato osservato dopo terremoti, guerre, attentati terroristici e altri eventi ad alto impatto emotivo. Il calcio rappresenta un laboratorio naturale ideale, perché milioni di persone vivono contemporaneamente la stessa esperienza psicologica, permettendo agli epidemiologi di confrontare ciò che accade durante una partita con i giorni precedenti e successivi.

Il meccanismo........

© Panorama