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Pomodori senz’acqua e grano anti-malattie: il cibo del futuro nasce nel Dna

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18.07.2026

Basta con gli Ogm-Frankenstein. La rivoluzionaria sigla uscita dai laboratori è Ngt, una tecnica che migliora la crescita di verdura, frutta e cereali intervenendo sul loro Dna. Finalmente se n’è accorta anche l’Ue…

Cambia l’agricoltura europea e, di conseguenza, il modo in cui mangiamo. Non stiamo parlando dell’ennesima moda alimentare, ma di una trasformazione nel modo in cui vengono coltivati frutta, verdura e cereali, con inevitabili riflessi sul carrello della spesa, senza aumentarne necessariamente i costi.

Il motore di questa rivoluzione sono le Ngt (New genomic techniques), le Nuove tecniche genomiche. Si tratta di tecniche di editing genetico che consentono di intervenire direttamente sul Dna delle piante con una precisione impensabile fino a pochi anni fa. Per capire come funzionano, basta immaginare il patrimonio genetico di una pianta come un enorme libro di istruzioni. Se quel libro contiene un errore di stampa che rende la pianta vulnerabile a una malattia o alla siccità, oggi è possibile correggere soltanto la parola sbagliata, senza aggiungere un intero paragrafo preso da un altro libro, come avveniva negli Ogm tradizionali con l’inserimento di geni provenienti da altre specie.

È qui che le Ngt si distinguono dagli Ogm tradizionali. Gli organismi geneticamente modificati sviluppati dagli anni Novanta venivano spesso ottenuti inserendo nel Dna di una pianta geni provenienti da un’altra specie: il caso più noto è quello del mais Bt, che contiene un gene di un batterio capace di proteggerlo da alcuni insetti.

Le Ngt, invece, si limitano a modificare o “correggere” geni già presenti nella pianta, ottenendo in pochi anni cambiamenti che in natura richiederebbero decenni. Lo strumento simbolo di questa rivoluzione è CRISPR-Cas9, la “forbice molecolare”........

© Panorama