Polizze sulle catastrofi, la trappola delle assicurazioni: paghi ma non sei coperto
Le assicurazioni obbligatorie contro calamità naturali diventano un caso nazionale: tra esclusioni tecniche, definizioni ambigue e danni non coperti, molte imprese scoprono troppo tardi che la polizza non basta a salvarle.
Una piccola azienda di trasformazione agroalimentare sulla costa ionica della Calabria ha visto in poche ore andare sott’acqua il magazzino principale. La polizza catastrofale obbligatoria c’era, regolarmente stipulata, e copriva alluvioni e inondazioni, come previsto dai decreti attuativi della legge di Bilancio 2024. Il perito, però, ha classificato l’evento come «ruscellamento» da piogge intense e insufficiente drenaggio, un fenomeno che in molte condizioni generali rientra tra le esclusioni: l’acqua non proveniva da un corso d’acqua esondato, ma da un accumulo improvviso sulla sede stradale e nei piazzali. Risultato: beni danneggiati, interruzione dell’attività per settimane, indennizzo azzerato per una questione di definizioni tecniche.
Il ciclone Harry e il boom di contenziosi
Il passaggio del ciclone Harry sulle regioni del Sud ha lasciato dietro di sé non solo porti devastati, stabilimenti balneari sventrati e strade interrotte, ma anche una scia di contenziosi assicurativi che sta diventando, giorno dopo giorno, un secondo fronte dell’emergenza. Nelle aree costiere di Calabria, Sicilia, Puglia e Basilicata, molte imprese hanno scoperto troppo tardi che le loro polizze, pur formalmente «catastrofali» e in regola con il nuovo obbligo di legge, non coprono i danni da mareggiate, né le conseguenze delle trombe d’aria e del vento estremo che hanno reso inutilizzabili capannoni, magazzini e strutture turistiche.
È il paradosso dell’Italia che prova a rendere obbligatoria l’assicurazione contro le calamità naturali, ma si scontra con un clima che corre più veloce di norme, contratti e consapevolezza del rischio. Introdotte dalla legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) e disciplinate dal DM 18/2025, le polizze catastrofali obbligatorie impongono alle imprese iscritte al Registro, con l’esclusione degli imprenditori agricoli, coperti da un fondo mutualistico ad hoc, di assicurare i propri beni contro tre grandi famiglie di eventi: sismi, alluvioni (inondazioni ed esondazioni) e frane. L’obbligo riguarda i beni immobili (fabbricati e terreni) e i beni mobili strumentali (impianti, macchinari, attrezzature industriali e commerciali)........
