Corsa alla Luna: la Nasa svela il piano segreto «Moon Base» per battere la Cina sul tempo
Da Blue Origin a SpaceX, la Nasa stanzia 20 miliardi di dollari per lander, rover e droni autonomi. Tutti i dettagli del piano industriale.
Sembra l’incipit di una nuova stagione della serie tv For All Mankind, con un’unica differenza: questa volta non è finzione ma un piano ufficiale della Nasa, con date, contratti, miliardi già stanziati e persino l’Italia nel cast dei protagonisti. Sullo sfondo, la solita corsa: Washington rivuole la Luna “per sempre” mentre Pechino accelera per piantare la sua bandiera entro il 2030.
Nel giro di poche settimane la Nasa ha fatto quello che finora aveva accuratamente evitato: mettere nero su bianco un calendario, un’architettura e persino dei fornitori per una vera base lunare al Polo Sud. Al centro del piano c’è il programma Moon Base (ribattezzato Ignition Moon Base nei documenti tecnici), che affianca – e di fatto surclassa – la vecchia narrativa incentrata sulla stazione Gateway in orbita lunare.
La Nasa svela l’architettura di Ignition Moon Base
La sequenza è chiara: prima una batteria di missioni robotiche per esplorare, mappare e testare tecnologie chiave, poi l’arrivo di rover con equipaggio, infine moduli abitativi e infrastrutture energetiche nucleari e solari per una presenza “semi‑permanente” entro il 2032. L’obiettivo politico dichiarato è altrettanto esplicito: riportare gli americani sulla superficie prima della fine del mandato di Donald Trump nel 2029 e, nelle parole del nuovo amministratore Jared Isaacman, “non lasciare mai più la Luna”.
Il nuovo corso parte da tre missioni già battezzate, pensate per costruire pezzo per pezzo l’infrastruttura e ridurre il rischio per gli sbarchi con equipaggio di fine decennio.
Moon Base I: lancio non prima dell’autunno 2026 con il lander Blue Moon Mark 1 Endurance di Blue Origin, incaricato di consegnare i primi payload scientifici sul crinale che collega il cratere Shackleton.
Moon Base II: missione prevista più avanti nel 2026, con il lander Griffin di Astrobotic che porterà oltre 500 kg di carico, incluso il rover FLIP di Astrolab per testare sistemi di mobilità a lungo raggio.
Moon Base III: nel pacchetto delle missioni di quest’anno c’è anche il lander Nova‑C Trinity di Intuitive Machines con il payload Lunar Vertex per studyare le “swirls” lunari, affiancato da strumenti dell’Agenzia spaziale europea e dell’istituto coreano KASI.
Queste sono solo le prime di oltre........
