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Né Conte né Mancini salvano il calcio italiano: perché la scelta del nuovo ct è già un fallimento

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28.07.2026

Il “Governo dei Migliori” del pallone è crollato in un mese. Tra spaccature, addii e lo scontro Malagò-Abodi, la nomina del nuovo selezionatore nasce già morta.

Un mese per bruciare il governo dei migliori e confermare al mondo intero che il calcio italiano non solo non è riformabile, cosa che si era intuita già nelle ere precedenti, ma anche che ha difficoltà insormontabili nel gestirsi da solo. Persino in un passaggio che dovrebbe essere basilare come la scelta del commissario tecnico cui affidare la nazionale maggiore, uscita con le ossa rotte dalla terza mancata qualificazione al Mondiale e sull’orlo di una crisi di nervi.

Dal 22 giugno, giorno dell’elezione di Giovanni Malagò a presidente della Figc, al 26 luglio quando Paolo Maldini e Leonardo hanno presentato le loro dimissioni, il giro alla morte al contrario è stato tanto spettacolare quanto spietato. L’idea di poter provare a convincere Guardiola a sedersi sulla panchina azzurra aveva tenuto in vita tutto, quasi collante di un quadro in cui le crepe erano evidenti per quanto tenute sottotraccia. Il supporto politico a Malagò era di........

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