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Toghe d’oro: i magistrati si aumentano gli arretrati e allo Stato arriva il conto da un miliardo

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04.07.2026

L’aggravio per il ministro Giorgetti sfiorerà il miliardo. Ai colleghi riconosciuta quella retroattività che la Corte costituzionale aveva invece negato ai dipendenti pubblici

C’è chi tira la cinghia e chi tira a vincere facile.

Mentre i cittadini cercano il giudice terzo che abita nelle foreste letterarie, la categoria dei magistrati si accontenta del giudice primo e del giudice secondo, vale a dire quelli del Tar e del Consiglio di Stato. I quali hanno deciso all’unisono di aumentare gli stipendi dei colleghi accogliendo i ricorsi dell’Anm contro un decreto governativo che stabiliva un adeguamento degli arretrati giudicato troppo basso. Secondo le sentenze «la determinazione è illegittima», di conseguenza lo Stato dovrà riaprire la borsa e riconoscere ai magistrati di ogni ordine e grado (per il triennio 2018-2020) non il 4,85% ma il 6,22%. In soldoni si tratta di 200 milioni in più da trovare nella prossima manovra; circa 16.000 euro a testa, non certo «argent de poche». Con un’aggravante per le casse del ministero dell’Economia. Poiché i ricorsi vinti indurranno l’Associazione nazionale magistrati a proporli pari pari per i successivi trienni (2021-2023 e 2024-2026), ecco che il conto è destinato a lievitare e a sfiorare il miliardo di euro.

La battaglia a colpi di carte bollate va avanti da qualche anno,........

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