Toghe d’oro: i magistrati si aumentano gli arretrati e allo Stato arriva il conto da un miliardo
L’aggravio per il ministro Giorgetti sfiorerà il miliardo. Ai colleghi riconosciuta quella retroattività che la Corte costituzionale aveva invece negato ai dipendenti pubblici
C’è chi tira la cinghia e chi tira a vincere facile.
Mentre i cittadini cercano il giudice terzo che abita nelle foreste letterarie, la categoria dei magistrati si accontenta del giudice primo e del giudice secondo, vale a dire quelli del Tar e del Consiglio di Stato. I quali hanno deciso all’unisono di aumentare gli stipendi dei colleghi accogliendo i ricorsi dell’Anm contro un decreto governativo che stabiliva un adeguamento degli arretrati giudicato troppo basso. Secondo le sentenze «la determinazione è illegittima», di conseguenza lo Stato dovrà riaprire la borsa e riconoscere ai magistrati di ogni ordine e grado (per il triennio 2018-2020) non il 4,85% ma il 6,22%. In soldoni si tratta di 200 milioni in più da trovare nella prossima manovra; circa 16.000 euro a testa, non certo «argent de poche». Con un’aggravante per le casse del ministero dell’Economia. Poiché i ricorsi vinti indurranno l’Associazione nazionale magistrati a proporli pari pari per i successivi trienni (2021-2023 e 2024-2026), ecco che il conto è destinato a lievitare e a sfiorare il miliardo di euro.
La battaglia a colpi di carte bollate va avanti da qualche anno,........
