La rivoluzione dell’automotive è appena iniziata: perché l’elettrico da solo non basta
Patrizia Bolciaghi, Direttore generale di Renord S.p.A., racconta le sfide della transizione green dell’automotive: dalla competizione orientale al futuro oltre l’elettrico
Per anni ci si è illusi che bastasse cambiare un motore e cancellare un tubo di scappamento per mettere la coscienza ecologica dell’auto al riparo da ogni dubbio. Nel frattempo, mentre il dibattito pubblico continuava a ridurre la svolta verde a una semplice scelta di alimentazione, l’industria dell’automotive ha iniziato a fare i conti con una realtà assai più complessa. La vera partita della sostenibilità non si gioca solo nei metri percorsi a emissioni zero, ma lungo una catena invisibile e lunghissima: parte dall’estrazione delle materie prime, passa per la neutralità dei processi produttivi e arriva fino al nodo, cruciale e ancora irrisolto, del riciclo e dello smaltimento delle batterie a fine vita.
È in questo spazio intermedio, tra l’ideologia delle norme europee e il pragmatismo del mercato reale, che la filiera della distribuzione automobilistica sta ridefinendo il proprio ruolo. Con l’ingresso dei colossi orientali, la trasformazione delle abitudini d’acquisto e un consumatore disorientato tra rincari e dubbi prestazionali, i concessionari smettono di essere semplici saloni espositivi per diventare avamposti culturali e strategici.
Per comprendere meglio come questa transizione stia trasformando non solo le auto, ma la struttura stessa delle aziende del settore, abbiamo analizzato il caso di Renord S.p.A., storica realtà........
