menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Intelligenza artificiale e linguaggio: perché rischiamo di appiattire il nostro pensiero

32 0
27.07.2026

L’IA generativa non trasforma solo il lavoro: rischia di uniformare il linguaggio e, con esso, il pensiero critico. La riflessione dell’esperta di semiotica Stefania D’Amore

Se c’è un riflesso condizionato nel dibattito sull’intelligenza artificiale, è quello di misurarne l’impatto solo attraverso le schede dello stipendio. Ma mentre calcoliamo quante mansioni sopravviveranno agli algoritmi, una trasformazione sommersa sta già riplasmando la nostra sfera più intima. È la lenta riscrittura della grammatica quotidiana: l’intelligenza artificiale non sta solo cambiando ciò che facciamo, ma anche (e soprattutto) la lingua con cui parliamo a noi stessi e agli altri.

A ragionare su questo tema particolarmente delicato è Stefania D’Amore, giornalista e comunicatrice esperta di semiotica e linguaggi, laureata al Politecnico di Bari. Negli ultimi mesi, ha dedicato diverse riflessioni agli effetti dell’intelligenza artificiale generativa sul modo in cui le persone scrivono e si esprimono.

Un punto di partenza essenziale è quello storico. Ogni tecnologia della comunicazione ha sempre modificato il rapporto degli esseri umani con il linguaggio: basti pensare alla stampa, alla televisione, a Internet, ai social. Ma i sistemi di intelligenza artificiale generativa compiono un salto........

© Panorama