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Altro che infiltrati, i no Tav rivendicano la guerriglia (dietro gli antagonisti c’è Askatasuna)

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28.07.2026

Gli autori dell’attacco ai cantieri in Valsusa rivendicano i blitz Alle loro spalle ci sono i tentacoli del centro sociale di Torino

Gli antagonisti hanno un solo pregio, se così si può definire: quello della chiarezza. A differenza dei loro quasi amici della sinistra istituzionale, gli attivisti non si nascondono dietro la pelosa condanna della violenza. Anzi, rilanciano e promettono altre battaglie e, dunque, altri scontri.

«Questa lotta è ancora giovane e vogliamo opporci a questa opera che ci toglie spazi risorse», hanno dichiarato alcuni attivisti ieri durante il surreale punto stampa indetto a Venaus, uno dei paesi in cui i No Tav sono più radicati. «Si è parlato di violenza, ma la violenza è quella che noi da trent’anni subiamo con la militarizzazione che anche oggi viene riproposta con i blocchi di questa mattina per uscire da Venaus». Agli antagonisti non è piaciuta la presenza dello Stato nei loro luoghi simbolo. E hanno persino colto l’occasione per fare le vittime. «Questa è l’ennesima prova di forza per intimidire ulteriormente, per colpire e criminalizzare i giovani che subiscono repressione nei movimenti sociali ma che, nonostante ciò, alzano la testa», hanno detto. «Siamo nati in questa valle e sappiamo cosa significa vivere in questo territorio devastato con sempre nuovi cantieri. Anche noi siamo parte della resistenza». La nuova resistenza, come no.

Dalle rivendicazioni sul campo ai bollettini d’area: la narrazione della protesta

A parlare è stata anche l’ottantenne Nicoletta Dosio, storica no Tav con un passato di lotta e condanne: «Non c’è da prendere nessuna distanza: c’eravamo tutti e tutti rivendichiamo di esserci stati», ha scandito. «Sono trent’anni che subiamo violenza. Devastazione? L’abbiamo subita noi. Non c’è nulla da prendere le distanze, c’eravamo tutti in marcia».

Su Infoaut, organo online degli antagonisti torinesi, i toni sono ancora più enfatici. Dopo la giornata........

© Panorama