Ora tutti imitano i centri migranti italiani in Albania. Solo i nostri giudici li frenano
I centri per migranti voluti da Roma in Albania fanno scuola. Gli americani ora spediscono i loro irregolari in Kosovo. Danesi, tedeschi, inglesi, olandesi e altri cercano “return hub” tra Balcani e Africa. L’unico ostacolo restano i giudici.
I primi clandestini espulsi dagli Stati Uniti sono arrivati in Kosovo, in gran segreto per non aizzare i locali talebani dell’accoglienza ed evitare ripercussioni sul voto anticipato del 28 dicembre. Non tanti, una cinquantina in tutto, ma la mossa ha una valenza pure simbolica: il piccolo Kosovo, per ora, è l’unico Paese in Europa che accetta gli espulsi dagli Usa.
Nel vecchio continente tutti vogliono copiare il modello italiano in Albania, dopo il Consiglio dei ministri degli Affari interni Ue, l’8 dicembre, che ha dato il via alla svolta europea sull’immigrazione illegale. Luce verde alla lista dei Paesi di origine sicura, stretta sulle Ong del mare e return hub, i centri in nazioni terze dove inviare i migranti che non hanno diritto all’asilo per una procedura accelerata che li rimandi a casa.
«Tre su quattro migranti irregolari, che hanno ricevuto un ordine di rimpatrio nella Ue continuano a rimanere da noi», ha sottolineato Rasmus Stoklund, ministro dell’Immigrazione e integrazione danese. Quest’anno sono arrivati nell’Unione europea 143.053 migranti via mare e rotta balcanica.
«È una mossa di buon senso, che non viola il diritto internazionale», spiega Anna Bono, esperta dell’Africa. «I primi a provarci erano stati i conservatori inglesi con il Ruanda. Il modello Albania dovrà essere aggiustato per evitare che i giudici si mettano di traverso».
Pure il premier laburista Keir Starmer, anche se l’Inghilterra non fa parte della Ue, si è convertito e sta cercando di convincere nove Paesi ad aprire dei return hub per i migranti illegali.
La prima scelta era l’Albania, ma il socialista Edi Rama ha risposto di no spiegando che l’accordo con l’Italia è unico. E dettato dai rapporti storici con il nostro Paese oltre alla sintonia con Giorgia Meloni, che si è impegnata ad aprire le porte della Ue a Tirana. Il governo conservatore che ha preceduto Starmer aveva provato a coinvolgere il Ruanda........





















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