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La nuova geopolitica dei cartoni animati: chi educa davvero i nostri bambini

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14.08.2026

Dai Paw Patrol a Baby Shark, i cartoni animati sono diventati strumenti culturali, economici e politici: tra soft power, modelli educativi e nuovi rischi per attenzione e crescita

A Builder Cove è il primo giorno di scuola, ma quando i piccoli studenti arrivano davanti all’edificio si accorgono che in verità l’istituto non esiste. La sindaca ha promesso di inaugurarlo, ma si è dimenticata di farlo costruire. Invece di dimettersi e chiedere scusa ai propri elettori, la prima cittadina decide di intrattenere i bambini a un incrocio mentre dei cuccioli di cane, a bordo di mezzi sofisticatissimi, tirano su l’edificio in tempo per far suonare la campanella.

È lo strampalato universo dei Paw Patrol: un cartone dove l’avventatezza e l’irresponsabilità diventano espediente narrativo, dove l’accettazione dell’altro a tutti i costi porta a sorridere di comportamenti a metà strada tra il grottesco e l’autolesionismo. Ma le avventure della squadra dei cuccioli sono anche una piccola lezione su quella che potremmo chiamare “nuova geopolitica dei cartoni animati”. Per decenni l’immaginario infantile globale ha avuto due capitali: gli Stati Uniti e il Giappone. I primi hanno plasmato i loro prodotti sul cammino dell’eroe e su un sistema di valori che oggi viene contestato. I secondi hanno insistito sull’idea dell’uomo che supera i propri limiti nella lotta per salvare l’umanità.

Oggi, però, il panorama è molto più affollato. I cartoni hanno smesso di essere semplici storie animate. Sono diventati proprietà intellettuali da esportare, strumenti di politica culturale e, in alcuni casi, veicoli di propaganda per colpire le menti più plasmabili. Anche gli attori principali sono cambiati: Canada, Corea del Sud e Cina hanno iniziato a recitare un ruolo sempre più importante. Stati Uniti e Giappone restano inarrivabili, ma i tre Paesi sono saliti al quinto, sesto e settimo posto nella classifica dei titoli animati commissionati tra il 2020 e il 2024. E sono anche quelli che hanno fatto registrare l’incremento maggiore: 383% per Pechino, 308% per la Corea........

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