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Sala e il «sistema Milano» tra inchieste e nomine: la rete di relazioni a Palazzo Marino

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13.08.2026

Amici, amici degli amici, collaboratori, ex soci e finanziatori che finiscono a occupare i gangli della più importante metropoli italiana… (e magari finiscono anche indagati). Quella del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, è una cerchia ristretta di conoscenze. E nessuno viene lasciato indietro.

Palazzo Marino il dopo Sala è cominciato dal consiglio di amministrazione di Atm. Pochi mesi fa Christian Malangone, attuale direttore generale del Comune, è entrato tra i vertici della società dei trasporti con la prospettiva, indicata dalle indiscrezioni, di assumerne in futuro la guida operativa. Il passaggio avviene mentre lo stesso Malangone è indagato per induzione indebita nel filone sul Pirellino e per turbativa d’asta nell’inchiesta sulla vendita di San Siro. Il vertice del controllante ha così messo piede nella controllata.

Bisogna partire da qui per aprire e raccontare una mappa che attraversa ormai dieci anni di governo di quella che un tempo veniva definita capitale morale d’Italia. Dirigenti comunali nominati nelle partecipate. Ex soci del sindaco entrati negli assessorati e nei consigli di amministrazione. Professionisti privati chiamati a valutare o negoziare grandi operazioni pubbliche. Finanziatori elettorali attivi nel mercato immobiliare. I casi sono diversi. Ma c’è un dato comune: la continuità di un numero ristretto di relazioni tra Palazzo Marino, società controllate, studi professionali e grandi progetti urbani.

Un decennio di intrecci tra pubblico e privato

Atm è anche il punto nel quale si incrocia la vicenda più recente. Nel suo consiglio siedeva fino allo scorso 21 luglio Pietro Galli, collaboratore di Sala dai tempi di Expo. Nota bene: il 22 luglio Galli ha ricevuto la visita della Guardia di finanza in quanto risulterebbe indagato per emissione di fatture per operazioni inesistenti. Alla famiglia di Galli è riconducibile l’80 per cento di Finalter, società di consulenza della quale Sala sottoscrisse il restante 20 per cento nel dicembre 2015. La quota venne poi trasferita nel trust “Inter”, costituito in occasione della candidatura a sindaco. Galli ha seduto anche........

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