menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Cosa significa fare il medico oggi? Dalle proteste in India alla lezione di Abraham Verghese

20 0
08.08.2026

Il senso profondo della professione sanitaria: tra i cortei degli studenti asiatici e l’insegnamento di umanità del celebre autore

La recente ondata di proteste che sta scuotendo l’India per il NEET-UG, il test nazionale di ammissione alle facoltà di Medicina, ha riportato al centro del dibattito una domanda che va oltre la cronaca: che cosa significa, oggi, diventare medico? Per milioni di studenti indiani, quel test rappresenta molto più di un esame. È il punto di arrivo di anni di sacrifici, di aspettative familiari e di ingenti investimenti economici. Le contestazioni, esplose dopo le polemiche su presunte irregolarità e sulla trasparenza delle prove, hanno messo in luce una frattura sempre più evidente tra un sistema educativo altamente competitivo e la capacità del Paese di offrire reali opportunità ai suoi giovani. È un paradosso che si inserisce nella visione della Viksit Bharat, il progetto con cui il primo ministro Narendra Modi immagina un’India pienamente sviluppata entro il 2047. Ma nessun obiettivo di crescita potrà essere raggiunto senza restituire fiducia a una generazione che chiede meritocrazia, formazione di qualità e prospettive concrete. Su questi temi tornano sorprendentemente attuali le parole di Abraham Verghese, medico e scrittore statunitense, incontrato al Salone Internazionale del Libro di Torino. La sua vicenda personale attraversa tre Paesi e tre continenti — India, Etiopia e Stati Uniti; Asia, Africa e America — e racconta come la medicina possa diventare non soltanto una professione, ma una forma di umanesimo. Nato ad Addis Abeba da genitori cristiani ortodossi della........

© Panorama