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Centri islamici di Monfalcone, preghiere di massa vietate: la sentenza definitiva e le prospettive

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È stato il canto del cigno. Alle spalle da tre giorni le celebrazioni dell’Eid al-Fitr, la festa di rottura del digiuno che sigilla il nono mese del Ramadan, sacro per i musulmani di tutto il mondo, la comunità islamica da 20 anni insediata a Monfalcone riceve la peggiore delle notizie, dal suo punto di vista: il Consiglio di Stato, massimo organo della giustizia amministrativa, ha dato ragione al Comune di Monfalcone nell’articolato contenzioso di natura urbanistica intrapreso un anno e mezzo fa a suon di ordinanze firmate dal dirigente Marco Marmotti.

Esulta l’eurodeputata Anna Cisint, la prima a crederci, in questa battaglia: «Finalmente una svolta sulle pretese islamiche di poter impunemente gestire le strutture al di fuori del rispetto delle nostre leggi».

Si tratta del giudizio definitivo e non appellabile che pone un punto sul contenzioso in corso da un anno e mezzo

Cosa succederà d’ora innanzi? Si potrà entrare nelle sedi? Sì. La preghiera, tuttavia, potrebbe dover avvenire secondo un “principio di frazionamento”, almeno rispetto alla massa. E allora al venerdì le salàt cominceranno all’alba........

© Messaggero Veneto