Custodire la laguna senza ridurla a un souvenir: a Lignano 180° scatta il dibattito sulle "Sentinelle" del clima
Nella cornice del parco Unicef, il vociare del pubblico si mescola al rumore delle bici parcheggiate fuori e al fruscio del vento che arriva dalla spiaggia. È il sottofondo perfetto per Racconti di laguna, futuro e pedalate, il talk che ha animato il festival Lignano 180°, dedicato alla sostenibilità ambientale, nel pomeriggio di sabato, 13 giugno. Moderati da Riccardo Rizzetto, forestale e divulgatore, una manciata di esperti, volontari e professionisti ha provato a rispondere a una domanda scomoda: come si custodisce un territorio fragile come la laguna senza trasformarlo in un souvenir? Ad aprire i lavori, l’assessore al verde Marco Donà, che ha subito messo in guardia: «Non dobbiamo dirci che siamo tutti bravi. Dobbiamo far uscire anche le provocazioni, quello che si può migliorare». Perché la sostenibilità, oggi, «è un tema abusato. Difficile dire cosa lo sia davvero. Un fiore in sé è sostenibile, ma se lo coltivo in serra, lo trasporto con mezzi a diesel e uso concimi, forse non lo è più».
Poi è toccato agli ospiti. Alessandro Arnosti, imprenditore, ha scoperto i servizi ecosistemici dei boschi e si è innamorato della Bassa friulana. A Carlino ha acquisito una porzione del bosco Sacile e ci ha realizzato un........
