L’urlo di Eros Ramazzotti ai 21 mila del Bluenergy stadium: «Mandi Udin, vi voglio bene»
Un inizio in bianco e nero, voce e chitarra con Amore contro, una canzone vecchia, spiega, dopo che gli sono sfuggite alcune parole. Total black con un’unica, lunga collana Eros Ramazzotti è tornato a Udine, in un Bluenergy stadium gremito da 21.000 voci in festa, per il primo di una serie di concerti estivi che avranno come palco lo stadio dei Rizzi, di nuovo consacrato alla musica. «Dopo 23 anni sono ancora qui con voi, grazie, vi voglio bene» e parte Taxi story.
Il palco, pensato per valorizzare al massimo la dimensione live con due braccia che si aprono verso il pubblico, per azzerare, almeno per alcuni istanti, la distanza, si illumina di arancione e giallo che contrastano con il nero di una metropoli con le sue millemila finestre illuminate. I cinque maxi schermi hanno regalato suggestioni per ogni brano. Il viaggio prosegue in treno, con Quanto amore sei, accolta con una vera e propria ovazione. Il primo boato, in realtà, è arrivato pochi minuti prima delle 21, quando la tribuna ovest lo ha visto guadagnare il palco con la band. Un cuore con le ali, riarrangiata tra il soul e il rap è una bomba, che fa scattare il pubblico in piedi per correre sotto al palco. «Mandi Udin, cemut sta tu? Sono passati 50 anni dal terremoto in Friuli ma è tremata solo la terra, non i friulani», Ramazzotti parla, racconta di Tony, il suo autista friulano e........
