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Il ministro Urso e le Regioni compatti su Electrolux: «No agli esuberi»

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«Non molliamo». La linea sulla vertenza Electrolux la detta il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, al termine dell’incontro in videoconferenza con le Regioni. No a licenziamenti, no a chiusure di fabbriche.

Nessun arretramento rispetto a quanto detto e ridetto fin dal primo momento: il piano della multinazionale svedese, limati gli esuberi da 1.719 a 1.450, confermata la delocalizzazione di alcune produzioni, frigoriferi di bassa gamma in Cina e lavasciuga di Porcia in Thailandia e ribadita la dismissione di Cerreto, resta inaccettabile.

La strada verso un qualche accordo che possa essere condiviso e salvaguardare lavoro e tenuta sociale in territori come Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Emilia Romagna e Marche, è comunque in salita. Prima si dovrà necessariamente passare attraverso la Conferenza della competitività in sede Ue del prossimo 24 settembre.

L'azienda ha richiesto un incremento produttivo, con l'obiettivo di raggiungere 140 pezzi l’ora, e una fase intermedia a 115 per Porcia. I lavoratori ritengono un aumento «insostenibile»

In quella sede l’Italia solleciterà........

© Messaggero Veneto