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Cludinico, dove nasceva il carbone

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30.04.2026

“Proibito l’ingresso a chi non appartiene al lavoro”, campeggiava sull’ingresso Vareton della miniera di carbone di Cludinico in comune di Ovaro (Ud).

Storia antica quella del giacimento che si ramificava nelle viscere della terra per 150 chilometri e che, aperto a fine ‘700, diede per due secoli il necessario alle fucine dei fabbri, l’energia per l’industria della regione e non solo.

Da giugno riaprirà la visita ai 1.500 metri di gallerie e al museo, dopo una serie di lavori di messa in sicurezza della strada d’accesso e altre opere, ma anche interventi immateriali di ricerche antropologiche e testimonianze orali e esperienze artistiche. Tutto finanziato dai fondi Pnrr e grazie all’impegno di vari enti coordinati dal Comune.

Sono 32 gli abitanti della frazione a circa 3 chilometri da Ovaro, dove lavoravano fino a 1.500 uomini e donne.

Gli uni a scavare nei cunicoli bui dove la polvere volatile era sospesa nell’aria, veniva respirata e copriva i corpi, mentre le seconde trasportavano il minerale nelle gerle.

I siti erano Creta d’Oro’, Vareton e Rio Malon, sfruttati in epoche diverse, pure in tempi diversi riscoperti dopo che, come prevede la legge, quando un sito........

© Messaggero Veneto