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Frontiere, musica e danza per un viaggio nell’Ottocento

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03.10.2026

Note come richiami, briciole lungo il percorso, ad indicare la via. Sono innumerevoli i fili che uniscono, spesso intrecciandosi, queste giornate goriziane di “Frontiere” e “Crossroads”, nel cuore del centro. Fili rossi, per antonomasia. Fili bordeaux, bianco e nero, a ricordare invece i colori simbolo della rassegna.

Tra questi, certamente, la musica. Fili tesi a formare un pentagramma, quelli che passavano anche da piazza Vittoria a via Rastello, dal borgo del Castello fino alla sede della Fondazione Carigo in via Carducci, cervello e cuore pulsante della proposta. Perché se certamente i colori e le immagini delle danze e dei figuranti, degli antichi strumenti di lavoro e delle opere d’arte che hanno impreziosito le antiche botteghe del centro sono state capaci di stregare il pubblico (e continueranno a farlo anche il 4 ottobre, ultima intensa giornata della rassegna), la musica è stata protagonista forse ancor di più.

I luoghi, le emozioni

Il viaggio poteva cominciare magari dalla chiesa di Sant’Ignazio, dove a metà pomeriggio ha suonato l’Associazione organistica del Litorale –........

© Messaggero Veneto