Perché Sanremo è Sanremo: pronti, via!
“L’uomo più tranquillo del mondo”, ovverosia Conti — così l’ha inquadrato Fabio Fazio — continua ad accumulare presentatori. Ora sono undici. L’ultimo si è aggiunto l’altra sera: è Ubaldo Pantani, reclutato in extremis a “Che tempo che fa”.
Carlo si commuove parlando di Baudo, al quale il festival è dedicato — durante la prima conferenza stampa del ciclo numero settantasei — smentisce la presenza di Giorgia Meloni («Ma se la premier si comprasse un biglietto…». E lei: «Continuo a fare il mio lavoro»), e liquida come «fantascienza» le presunte pressioni sul comico Pucci: «La mia storia parla per me». Poi l’annuncio che già conoscevamo: «Questo sarà il mio ultimo festival».
Anche Laura Pausini, co-conduttrice dell’intera edizione, ricorda Pippo («Sono qui per lui», dice), giura di sentirsi amata, nonostante gli attacchi sui social e, soprattutto, pronta per “quel” palco. La faenzina, che nel ’93 vinse le Nuove Proposte e l’anno successivo arrivò terza con “Strani amori”, ha condotto molti programmi all’estero però «mai in Italia. Telefonai proprio Baudo dopo la proposta di Conti e lui mi tranquillizzò: “Vai, adesso sei pronta”».
Decifrare un festival alla vigilia (per non parlare del Dopofestival di Nicola Savino) è un esercizio inutile: troppe variabili impazzite e troppe scie contiane che sembrano non finire mai. Carlo ci ha abituati a una composizione a tappe, centellinando gli annunci introdotti dalla sigla del telegiornale.
Il cast mescola generazioni: dalla mitologica Patty Pravo, che raccoglie milioni di estimatori dai tempi gloriosi del Piper, ai rapper in attesa di diventare qualcuno, che i ragazzi ascoltano e si palleggiano in rete, mentre i genitori chiedono curiosi: “Ma chi è ‘sto qui?”.
Conti ha preso in contropiede i brizzolati con alcuni nomi scovati nella modernità — e diciamo Sayf, Nayt, Luché, LDA e Aka 7even, Fulminacci, Eddie Brock, Chiello, Maria Antonietta e Colombre, Samurai Jay e Tredici Pietro (ve lo sveliamo: è il figlio di Gianni Morandi) — pareggiando con la quota matusa. L’amore è ancora cantato come al tempo della Cinquetti, segno inequivocabile che delle palpitazioni benigne ne abbiamo sempre bisogno.
Lo show televisivo, da una ventina d’anni, domina sul settore musicale, perché con i “la la la”, seppur intonati e accattivanti, l’Auditel non decolla. Il virtuale è stato incendiato dal caso Pucci, luogo assai pericoloso dove il veleno corre veloce. A gettare sale sulla ferita ci ha pensato Fiorello, che dalla sua “Pennicanza” si è abbandonato a provocazioni non gradite proprio da tutti. E in conferenza stampa, raggiunto al cellulare, Rosario ha augurato agli organizzatori «Tante polemiche!».
Per gli sguardi sognanti del pubblico femminile, arriva Can Yaman, il macho Sandokan del terzo millennio, che per fortuna si è levato da dosso qualche problemino con la giustizia in terra turca. Sarà all’Ariston, questa sera, per il primo round delle cinque giornate di resistenza musicale. Ospiti: Olly, Tiziano Ferro, Gaia e Max Pezzali.
Ascolteremo tutti e trenta i brani in gara. Volete i nomi o li conoscete già? A parte i giovanotti appena citati, staranno davanti a un microfono Arisa (canto l’amore universale), Bambole di pezza (una ballata fra pop e rock), Dargen D’Amico (arrangiamento anni 80), Ditonellapiaga (contro i nostri fastidi), Elettra Lamborghini (vi farò ballare), Enrico Nigiotti (ho fatto pace coi miei demoni), Francesco Renga (il mio linguaggio più contemporaneo), J-Ax (la prima da solista), Leo Gassmann (canto la speranza), Levante (le emozioni dell’amore), Malika Ayane (i palpiti maturi), Mara Sattei (la mia storia con lui), Michele Bravi (l’ironia tradotta in musica), Patty Pravo (tutto è nato da un sogno), Raf (l’ho scritta con mio figlio), Sal Da Vinci (quando l’amore diventa eterno), Serena Brancale (un ricordo della mamma), Tommaso Paradiso (chi sono i romantici?).
La scaletta ricalca quelle del passato. Si diceva: tutti i campioni sfileranno al debutto di oggi, con la classifica parziale dei primi cinque — in ordine sparso — che comparirà ben dopo la mezzanotte.
Seconda serata: Gianluca Gazzoli, Pilar Fogliati, Achille Lauro e Lillo affiancheranno Conti e Pausini. Si esibiranno quindici big con la solita top five sganciata a fine corsa. Ospiti: le olimpioniche Arianna Fontana, Francesca Lollobrigida e Lisa Vittozzi, oltre a Bresh e Max Pezzali. Appena acceso il televisore, poco dopo le 20.30, ascolteremo le quattro Nuove Proposte.
Nella terza serata canteranno gli altri quindici campioni. Co-dirigeranno il traffico Gianluca Gazzoli con la modella Irina Shayk e Ubaldo Pantani. Sarà incoronato il vincitore o la vincitrice delle Nuove Proposte. Ospiti glamour? Eros Ramazzotti, Alicia Keys, The Kolors e Max Pezzali.
I duetti, da quando Dio creò Sanremo, cadono nella quarta sera del venerdì. Con Bianca Balti, Francesco Gabbani e il solito Pezzali.
Siamo all’epilogo: la finalissima di sabato 28. Tutti e trenta i big si ripresenteranno alla prova di canto, con Nino Frassica e Giorgia Cardinaletti che daranno una mano al direttore artistico. Ospiti speciali: Andrea Bocelli, i Pooh e Pezzali. Sperando di non dare la buonanotte nell’ora della raccolta del vetro, al mattino della domenica dovremmo conoscere il nome dell’artista che si aggiungerà al sostanzioso albo d’oro del Festival. Ma l’annuncio arriverà dall’Ariston o dal Tg1 della Notte?
(Gian Paolo Polesini)
Favoriti, outsider e momenti clou
Ancor prima di ascoltare le trenta melodie scelte da Carlo Conti, giochiamo all’indovino. Chi mai vincerà questa 76esima edizione? Ci si affida ai bookmakers, e a chi sennò? Le proiezioni danno Serena Brancale in pole con 28,57 per cento di probabilità di vittoria; Fedez e Masini sono addirittura staccati di un bel po’: per loro è consigliato il 16,67. La terza piazza è condivisa da Tommaso Paradiso e, attenzione, da una new entry: Sayf, stessa percentuale, il 13,33 %. E voi, che ne pensate?
Mentre Fiorello, che tutti indicano come un mago, punta tutto su Fedez e Masini con Ditonellapiaga seconda e terza la Brancale, gli scommettitori danno qualche speranza a Ermal Meta (foto), ad Arisa e a Fuminacci. I super big Renga Patty Pravo, J-Ax, Leo Gassman raccolgono un misero 0,66%. Raf si deve accontentare dello 0,50%. Tutti gli altri: non pervenuti. Ma Sanremo è capace di tutto, non fidatevi dei proclami della vigilia.
Di certo a questo Sanremo non mancano gli eventi. Va detto che un tempo ce n’erano di meno, però di sostanza. I Queen nel 1984, David Bowie nel 1987 e Madonna nel 1998. Altri anni, altri budget. I 25 anni di “Xdono” riporteranno Tiziano Ferro........
