Svolta nucleare, il governo punta sui mini reattori: il viceministro Gava candida il Nordest
«Un territorio che intenda garantire condizioni ideali per perseguire lo sviluppo economico e raggiungere l’indipendenza energetica deve cogliere l’opportunità del nucleare. Per questo auspico che il Nordest si candidi a ospitare i mini reattori». Non ha dubbi il viceministro all’Ambiente Vannia Gava che spiega perché il governo «vuole riportare il nucleare all’interno delle politiche energetiche nazionali». Non per sostituire le rinnovabili, ma per affiancarle nell’ottica di rispondere alle necessità di famiglie e imprese con una fonte energetica «sostenibile e sicura».
Viceministro la Camera ha approvato la legge delega del governo sul nucleare: siamo vicini a una svolta storica?
«Sì, direi proprio di sì. Quella fatta dal governo è una scelta strategica di lungo periodo che prevede di riportare il nucleare all’interno delle politiche energetiche nazionali».
Il nucleare non fa più paura?
«No, anche perché la tecnologia ha fatto importanti passi avanti e oggi il nucleare è un’opzione che garantisce sicurezza e sostenibilità».
Per molti la vera rivoluzione sarebbe la fusione nucleare che garantisce energia pulita quasi inesauribile e assolutamente sicura senza produrre scorie.
«Per la fusione non siamo ancora pronti. Le attuali previsioni dicono che sarà disponibile nel 2040-2050, poi magari tra sei mesi lo scenario cambierà, ma al momento non è una via percorribile da subito».
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