menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

L'uomo al centro dell'algoritmo: l'Università di Udine lancia la sua "AI Policy" per governare la rivoluzione dei chatbot

4 0
14.06.2026

L’uomo e la macchina: due realtà che si interfacciano continuamente, con la seconda che dovrebbe, almeno in teoria, semplificare la vita del primo. Che cosa succede se i ruoli si confondono? Da quando l’intelligenza artificiale (Ai) è alla portata degli smartphone di mezzo mondo, e il timore di un’apocalisse tecnologica impazza dai media ai discorsi in ascensore, fare chiarezza è diventata un’urgenza. Agostino Dovier, docente di informatica dell’università di Udine, è anche delegato dell’Ateneo alla didattica e all’intelligenza artificiale. Originario di Grado, perito elettronico al Malignani, una laurea e un dottorato in informatica, dal 2001 insegna nel capoluogo friulano.

Professore, ad agosto di quest’anno sarà pienamente applicabile l’Ai Act europeo: quanto bisogno c’era di questa normativa?

«Moltissimo, come ha ribadito anche il Papa nell’enciclica “Magnifica Humanitas”. L’Ai Act è il primo quadro normativo al mondo concepito per garantire un utilizzo sicuro, consapevole e antropocentrico dell’intelligenza artificiale. Il primo recepimento italiano è stata la legge 132 del 2025, che chiede alle aziende di responsabilizzarsi sia se sviluppano l’Ai sia se la utilizzano: le regole servono per costruire una base culturale e normativa in........

© Messaggero Veneto