Dopo i cineasti, anche medici e infermieri fanno lo show pro-Gaza
È il momento di gloria del movimento Bds. Quello che da decenni – e sin qui con poco successo, almeno in Italia – propone boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele. «Inclusivo e antirazzista» secondo la definizione che si è dato da solo, antisemita nei fatti e nella propaganda. Domani farà un salto di qualità. In contemporanea con la Mostra del Cinema di Venezia, dove sono già stati ostracizzati gli attori israeliani (Gal Gadot) o vicini a Israele (lo scozzese Gerard Butler), si svolgerà la «giornata nazionale del digiuno degli operatori e operatrici del servizio sanitario per protestare contro il genocidio che si sta perpetrando a Gaza». Piatto forte dei digiunanti è la messa al bando dei farmaci israeliani. Il bersaglio è la solita Teva, multinazionale che in Italia è uno dei principali fornitori di medicinali equivalenti, soprattutto per la cura delle patologie croniche. L’appello chiede a operatori sanitari, Regioni e Comuni di boicottare i suoi prodotti e rompere gli accordi già firmati «con un’azienda non solo complice di occupazione e apartheid, da cui trae profitti, ma anche attivamente coinvolta nel genocidio».
È il primo, vero tentativo di estendere sul territorio nazionale la protesta iniziata a fine luglio in Toscana. La promuovono il sacerdote don Luigi Ciotti, la Cgil Funzione........
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