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Trump ha poco tempo per eliminare l'Iran

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11.05.2026

La guerra porta con sé la carestia. Risaputo. Se questa è nel Golfo a scarseggiare è soprattutto il petrolio. Ma non solo. Magari la produzione globale non si ferma. Ma il blocco dello Stretto di Hormuz – arteria vitale per il 20% delle esportazioni mondiali di greggio – riduce drasticamente i volumi commerciali. Tanker fermi, rotte alternative costose o non immediatamente disponibili, assicurazioni marittime alle stelle. Il risultato è una contrazione netta dell’offerta fisica disponibile sui mercati spot. Nel medio termine tutto si aggiusta. Ma nell’immediato si tira la cinghia. Qualcuno però vendemmia come la compagnia petrolifera araba Saudi Aramco il cui profitto netto trimestrale sale da 25 a 32 miliardi di dollari. Con prezzi del Brent oltre i 110-120 dollari al barile, il colosso saudita si gode un profitto «windfall» dicono gli addetti ai lavori. Manna dal cielo è la traduzione.

E senza dover aumentare la produzione e quindi i costi. Meno volumi trasportati e margini unitari più alti. Più i giganti sono integrati verticalmente controllando estrazione, raffinazione e distribuzione e più godono. Pagano i consumatori. Non è solo inflazione energetica. È un trasferimento di ricchezza. Il problema si acuisce i quei paesi che sono........

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