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Berlino torna bellicista ma i tedeschi non credono alle ricette di Merz

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L’economia tedesca ristagna, le casse dello Stato traballano, il sistema pensionistico rischia di andare in tilt, la fiducia dei consumatori crolla, l’estrema destra avanza e imbocca la corsia di sorpasso; lontano, ma neanche tanto, risuonano tamburi di guerra e Berlino rispolvera la leva (semi) obbligatoria. L’unica salvezza è ormai il riarmo, «avremo l’esercito più forte d’Europa», ha detto il cancelliere Friedrich Merz, «un esercito che rappresenterà la maggiore economia europea». Quella Germania che fondava la sua crescita economica sull’energia quasi gratis che arrivava dalla Russia, su accondiscendenti rapporti con Putin, che si permetteva di non investire il proprio enorme surplus e viveva, per così dire, di rendita, che imponeva religioso rigore sul debito, che spalancava le porte agli immigrati per pagarsi le pensioni, che chiudeva le centrali nucleari, che spendeva poco più dell’1% del Pil in armi barricandosi dietro la sua costituzione pacifista post bellica, quella Germania di Angela Merkel non esiste più. Ha fallito su tutti i fronti. L’ultimo crollo appunto riguarda l’esercito il cui obbligo di servizio era stato cancellato nel 2011 dalla stessa Cancelliera e che il suo successore ed........

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